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GOVERNO: BRUNETTA, “ITALIA NUOVAMENTE A RISCHIO FUGA CAPITALI”

 

EURO

 

“Anche le aste dei titoli di Stato del Tesoro che si sono tenute nella giornata di oggi hanno fatto registrare un netto aumento dei rendimenti di emissione, che si ripercuoterà negativamente sui portafogli dei contribuenti. Il Tesoro ha infatti collocato 6 miliardi di Bot a 12 mesi, su 6,5 miliardi in scadenza, al rendimento di 0,550%, ai massimi livelli dal maggio 2014. Lo scorso maggio, appena prima delle forti vendite innescate dalla presentazione del programma economico del governo Lega-Movimento Cinque Stelle, contenente il progetto di uscita dall’euro, i titoli di Stato con scadenza analoga furono assegnati con un rendimento negativo pari a -0,361%. Domani è prevista un’altra importante asta di Btp con scadenze a 3, 7 e 30 anni, per le quali si prevede un consistente aumento dei rendimenti d’asta.

Il risultato avrebbe potuto anche essere molto peggiore, se a calmierare i mercati finanziari non fosse intervenuto tempestivamente il ministro dell’Economia Giovanni Tria, che nella sua intervista di domenica scorsa rilasciata al Corriere della Sera ha voluto rassicurare gli investitori sul fatto che l’Italia non uscirà dalla moneta unica e manterrà gli impegni presi con la Commissione Europea sulla riduzione di deficit e debito pubblico. E’ inoltre importante considerare che giovedì prossimo si terrà l’importante riunione del Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea, con il governatore Mario Draghi che molto probabilmente darà delle indicazioni precise sulla cessazione definitiva del programma di acquisto di titoli di Stato da parte di Francoforte, meglio noto come Quantitative Easing. Una eventualità che priverebbe l’Italia del famoso paracadute finanziario del quale ha goduto finora e che ha permesso di mantenere bassi i rendimenti sovrani e lo spread.
Se i rendimenti d’emissione dovessero proseguire di questo passo e la BCE dovesse davvero togliere il suo bazooka finanziario, è scontato che già dalla prossima Nota di Aggiornamento al Documento di Economia e Finanze di settembre il governo sarà obbligato a rivedere al rialzo la spesa per gli interessi sul debito, con conseguente aumento del deficit pubblico e, quindi, del debito. Uno scenario che metterebbe l’Italia nuovamente a rischio di una fuga di capitali da parte degli investitori stranieri”.