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BANCHE: BRUNETTA, “TOTALE SINTONIA CON PROPOSTE ABI”

 

abi 2018

“Durante la relazione tenuta oggi nel corso dell’assemblea dell’Abi (Associazione bancaria italiana), il presidente Antonio Patuelli ha pubblicamente espresso un forte apprezzamento al Presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani, per il suo impegno al fine di realizzare un’equilibrata Unione bancaria, uno dei temi principali dei quali si sta discutendo proprio in questi giorni tra i leader europei. “Il realismo e il metodo della ragione debbono evitare di inasprire i conflitti nell’Europa e nell’Occidente che crescerebbero se venisse imposto un assorbimento patrimoniale sulle banche per il possesso di titoli pubblici che sono riserve di liquidità bancaria”, ha dichiarato Patuelli, esprimendo apprezzamento per le recenti scelte del Parlamento Europeo sui requisiti patrimoniali delle banche, fra cui i trattamenti meno gravosi per i finanziamenti alle piccole e medie imprese, per l’edilizia residenziale, per i prestiti garantiti da cessione del quinto, per la possibilità di dedurre dal capitale taluni investimenti in nuove tecnologie. Ricordiamo che all’inizio dell’anno, il sistema bancario italiano ha rischiato seriamente il collasso, allorché l’unità di vigilanza della Banca Centrale Europea guidata dalla francese Daniele Nouy e sostenuta dal Direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, la connazionale Christine Lagarde, avevano proposto un addendum con il quale si proponevano svalutazioni automatiche dei crediti deteriorati (Npl). In quell’occasione, l’ABI pubblicò un position paper nel quale si denunciava il rischio che, nel caso tali norme venissero adottate, il rapporto delle banche con le imprese sarebbe andato in corto circuito, limitando fortemente l’attività creditizia dei nostri istituti bancari. La posizione italiana venne difesa strenuamente dal presidente Tajani a Strasburgo, il quale ricordò come l’addendum BCE scavalcava la politica e il normale processo legislativo all’interno dell’Eurozona, intervenendo retroattivamente su prestiti già erogati. Seguì una lunga battaglia tra esperti di diritto comunitario, che, alla fine, scovarono una sentenza della Corte di Giustizia europea con la quale si stabiliva che era possibile procedere all’annullamento di un provvedimento tecnico in grado di produrre effetti giuridici senza passare dal normale processo legislativo, che richiede l’approvazione congiunta di Consiglio e Parlamento europeo. La battaglia fu vinta e le norme draconiane sullo smaltimento degli NPL non passarono. Con quella vittoria, venne ribadito il primato della politica rispetto alla tecnocrazia, un esempio di quello che dovrebbe essere il primato dell’Europa dei popoli rispetto a quella dei burocrati. Forza Italia intende continuare la sua battaglia, in Italia e in Europa, per difendere gli interessi degli istituti di credito e dei risparmiatori italiani, proseguendo nella sua netta opposizione all’introduzione di tetti quantitativi sugli NPL e di altri requisiti di patrimonializzazione troppo restrittivi, che produrrebbero come unico effetto quello del crollo dei prestiti a famiglie e imprese. La nostra posizione è quindi in totale sintonia con le proposte dell’ABI e con quelle del ministro dell’economia Giovanni Tria, che prima dell’ultimo Consiglio Europeo ha dichiarato ufficialmente di voler mettere il veto italiano sulle proposte di Germania e Francia in materia di Unione Bancaria. Forza Italia è l’unica forza politica ad aver dimostrato coi fatti in Europa di saper difendere davvero il risparmio italiano, a differenza del Movimento Cinque Stelle, che si è limitato a fare tanti proclami nelle piazze senza poi avere né le idee né la forza politica per andare in Europa a portare a casa il risultato. In vista delle prossime riunioni europee sulla riforma dell’Unione bancaria, Forza Italia proseguirà nel suo lavoro di ascolto degli esponenti del mondo bancario e del risparmio italiano, al fine di continuare a proporre una posizione vincente a livello europeo”.