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BRUNETTA: “ITALIA SOTTO OSSERVAZIONE, SAVONA NON COMPRENDE”

 

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“Una cosa è essere intellettuale e docente. Un’analista fa i ragionamenti che ha fatto il ministro Savona. Legittimi, intelligenti, interessanti, utili, stimolanti. Altra cosa è se lo stesso intellettuale, docente, professore, analista, è anche ministro di un governo populista, di un governo considerato con grande diffidenza dai mercati internazionali. Quelle stesse parole possono diventare un problema, possono diventare eversive, un segnale di incertezza oppure di non determinazione di un governo di cui quel ministro fa parte, nei confronti del rigore, della volontà di stare all’interno della moneta unica e di starci secondo le regole della moneta unica”.

Lo ha dichiarato il deputato di Forza Italia, Renato Brunetta, in un’intervista a ‘Radio Radicale’, commentando le linee programmatiche esposte dal ministro Paolo Savona durante la sua audizione in Commissione Politiche europee.

“L’errore che ha fatto l’amico Savona – prosegue – peraltro in una sede parlamentare, e che stanno facendo anche altri parlamentari soprattutto della Lega, come Siri e Borghi, è proprio quello di non capire il momento. L’Italia è un Paese a rischio, a debito altissimo, che non sa risolvere i propri problemi di crescita, di sviluppo e di produttività. L’Italia è un Paese sotto osservazione, ed è ancor di più a rischio e sotto osservazione non solo per i propri fondamentali economici, ma perché ha dato vita probabilmente al primo governo populista dell’Unione europea”.

“Essendo stati i populisti preceduti da affermazioni di uscita dall’Euro, di uscita dall’Unione europea, di essere sostanzialmente anti-europeisti, tutto questo produce una miscela esplosiva. Circola, infatti, una battuta tra i brokers di Londra che quando parla il ministro Tria i titoli del debito sovrano italiano si comprano e, quando invece parla qualche altro esponente di questo governo, gli stessi titoli si vendono. Questo non è un bel vedere del nostro Paese, perché sta a significare che il governo è diviso tra il rigore credibile del professor Tria e un governo che parla di non rispettare i vincoli di deficit e anzi andare verso il 3% e anche oltre per realizzare il contratto di governo in termini, ad esempio, di reddito di cittadinanza”.