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BANCHE: BRUNETTA, “CON ASSE TAJANI-TRIA SUCCESSO ITALIA SU NPL”

 

Tajani Tria ”Sulla delicatissima questione della gestione degli NPL l’Italia ha portato a casa ieri un inaspettato successo, che si può rivelare fondamentale per i destini del suo sistema bancario. L’unità di vigilanza della Banca Centrale Europea, guidata dalla francese Daniele Nouy, ha infatti pubblicato le sue nuove linee guida sulla gestione dei crediti deteriorati delle banche, cambiando totalmente approccio rispetto alla versione precedente. La nuova proposta non prevede, infatti, un approccio universale alla gestione degli NPL ma specifico per ogni singola banca, senza uno scadenziario preciso. Inoltre, le nuove linee guida non contengono nessuna indicazione su limiti quantitativi uguali per tutti gli istituti, neanche come semplice attesa del supervisore. Da questa battaglia, iniziata alla fine del 2017, escono sconfitte Francia e Germania, che nel famoso accordo di Meseberg, sottoscritto dal presidente francese Emmanuel Macron e dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, avevano chiesto esplicitamente l’inasprimento delle norme e l’inserimento di stringentissimi tetti quantitativi sui crediti non esigibili, con lo scopo di obbligare le banche italiane a ricapitalizzare per poter rispettare tali vincoli e quindi prendere il controllo del risparmio italiano. Esce sconfitta anche la Nouy, la più strenue sostenitrice di queste proposte, per le quali arrivò a scontrarsi duramente contro il presidente del Parlamento Europeo, il nostro Antonio Tajani, che si oppose in maniera altrettanto dura, rivendicando la competenza del potere legislativo sugli organismi tecnici europei. Proprio Tajani e l’Italia nel suo complesso escono vincitori da questa battaglia che per l’Italia si stava mettendo molto male, dopo che l’ex ministro dell’economia Pier Carlo Padoan, avendo fatto passare la questione del tutto sotto silenzio, aveva già dato il suo assenso alle proposte franco-tedesche, in cambio di qualche decimale di deficit in più per le sue manovre finanziarie. C’è voluto il duro intervento del ministro dell’economia Giovanni Tria a poche ore dal Consiglio Europeo di fine Giugno, nel quale si discuteva proprio della riforma dell’unione bancaria, con la sua minaccia di mettere il veto italiano sulla proposta di Meseberg, per cambiare radicalmente gli equilibri della partita. L’asse Tajani-Tria si è rivelato fondamentale per portare a casa un risultato che permette ora agli istituti di credito di tirare il fiato e proseguire nel percorso di smaltimento delle sofferenze senza la paura di essere preda dei colossi bancari stranieri. Leggendo le reazioni  del sistema bancario italiano, possiamo dire, almeno su questo punto, che la battaglia è stata vinta”.