Socialize

SPREAD: BRUNETTA, “OGGI AUMENTO NON PER SPECULAZIONE COME NEL 2011″

 

Spread governo Lega 5 stelle

 

“La recente impennata degli spread e l’aumento dei rendimenti dei nostri titoli di Stato hanno più volte fatto scattare sulla stampa il paragone con quanto accadde nel novembre del 2011, quando, dopo una estate drammatica sul piano tanto politico quanto finanziario, il differenziale di rendimento dei nostri titoli di Stato rispetto ai Bund tedeschi arrivò a toccare la cifra record di 574 punti base, nonostante i fondamentali dell’economia italiana, nonché la credibilità del governo in carica, fossero di gran lunga migliori rispetto alla condizione attuale”.

Così Renato Brunetta, deputato di Forza Italia, in un suo intervento a “Il Foglio”.

Ma, continua Brunetta, “la crisi dello spread del 2011 non è per nulla paragonabile a quella recente, per via delle diverse cause che la scatenarono. Allora, il drammatico aumento fu causato inizialmente da un fenomeno speculativo dovuto alla svendita, nel primo semestre di quell’anno, resa pubblica nel secondo semestre, della quasi totalità dei titoli sovrani detenuti in portafoglio dal colosso tedesco Deutsche Bank, che diede il via al maxi sell-off di BTP da parte di altri colossi finanziari. E all’esplosione, il 13 settembre 2011, dei Credit default swap, vale a dire quei contratti derivati che indicano quanto costa coprirsi dal rischio di fallimento di un paese, da 171 punti base si sale fino a 504 quando l’allora presidente della Commissione europea, José Barroso, volle puntare il dito contro l’Italia”.

“A questa speculazione seguì un vero e proprio complotto politico ordito dalle cancellerie europee ai danni del governo Berlusconi, al fine di farlo cadere. A livello internazionale, dei mercati attraverso una speculazione opportunistica e irresponsabile, e anche interno, in Italia, con un’opposizione che preferì cavalcare il complotto per liberarsi di un avversario politico altrimenti troppo forte, piuttosto che salvaguardare la stabilità del Paese”.

“Il recente aumento dello spread non è stato causato, invece, né dalla speculazione internazionale né da un complotto politico. Più semplicemente, lo spread si è impennato per via della natura del governo, considerato populista dai mercati, dell’atteggiamento da esso assunto. Difficile, con un atteggiamento così presuntuoso e conflittuale, aspettarsi fiducia dagli stessi investitori che si è deciso di attaccare”.

“L’esito di questo caos è sotto gli occhi di tutti: lo spread è aumentato strutturalmente di 100 punti base non solo sul mercato secondario ma anche sul primario, con conseguente aumento della spesa per interessi sul debito di alcune decine di miliardi di euro se proiettati sulla durata media dei titoli emessi, che andrà ad incrementare ancora il già pesantissimo fardello del deficit e debito pubblico. Come non dare ragione, allora, al governatore Visco: l`Italia dieci anni fa stava meglio. Con i governi di sinistra e non eletti dal popolo, dopo, abbiamo soltanto perso tempo”.