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UE: BRUNETTA, “GOVERNO DOVRA’ AUMENTARE LE TASSE PER EVITARE INFRAZIONE”

 

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“Durante l’ultima riunione dell’Ecofin, il vicepresidente della Commissione Europea Valdis Dombrovskis, rispondendo alla domanda dei giornalisti che gli chiedevano un commento sulle dichiarazioni del ministro dell’economia Giovanni Tria, secondo il quale non ci sarà nessun bisogno di effettuare delle manovre correttive nel corso dell’anno, ha dichiarato che, invece, “serve un ulteriore lavoro con il governo italiano sul fronte dei conti pubblici”, sia per il 2018 che per il 2019.

Il vicepresidente Dombrovskis ha dichiarato di aver avuto un incontro personale col ministro Tria nel quale si è discusso del rallentamento dell’economia italiana degli ultimi mesi, secondo le previsioni della Commissione Europea. Le parole di Dombrovskis sembrano, quindi, confutare quelle del ministro Tria e agitano lo spettro di una correzione dei conti già a partire da quest’anno.

La Commissione Europea nelle sue raccomandazioni specifiche, infatti, ha chiesto all’Italia più rigore sui conti: “Serve uno sforzo strutturale di almeno lo 0,3% del Pil nel 2018, senza alcun margine aggiuntivo di deviazione sull’anno”. Bruxelles ha anche avvertito che ci sarebbe ”un rischio di deviziaione significativa del percorso verso l’obiettivo di medio termine”, ovvero quello del pareggio di bilancio strutturale concordato per il 2020. Le quantificazioni di questi aggiustamenti che l’Italia dovrebbe fare sono molto significativi, poiché, con un debito pubblico superiore alla soglia del 60%, l’impegno correttivo richiesto è pari allo 0,6 per cento del Pil. In totale, si tratta di ben 10 miliardi di euro.

L’aggiustamento complessivo richiesto al Tesoro lieviterebbe così a 15 miliardi, divisi in 5 miliardi per questo anno e 10 miliardi per il 2019. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro dell’economia, Giovanni Tria, hanno dichiarato che non vi sarà alcuna manovra correttiva. Tuttavia, i giudizi di Bruxelles sembrano andare in una direzione completamente opposta a quella indicata dal governo. Inoltre, la revisione al ribasso della crescita del Pil appena effettuati dalla Commissione e dalle principali istituzioni finanziarie internazionali fanno peggiorare di riflesso il quadro di finanza pubblica, così che il Tesoro non potrà non tenere conto di questo deterioramento quando, il prossimo settembre, sarà tenuto ad aggiornare il quadro programmatico nella Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza. A quel punto, il Governo potrebbe dover alzar bandiera bianca e dire agli italiani che, anziché aver trovato i soldi per finanziare il suo faraonico programma economico sottoscritto dai leader Matteo Salvini e Luigi Di Maio sarà costretto ad aumentare nuovamente le tasse per non incorrere in una procedura di infrazione europea che i mercati finanziari punirebbero pesantemente”.