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GOVERNO: BRUNETTA, “SIRI SCHERZA COL FUOCO”

 

Armando Siri

 

 

Al sottosegretario Armando Siri piace evidentemente scherzare col fuoco e non si rende conto che, continuando a scherzare, alla fine saranno gli italiani a restare pesantemente scottati dalla reazione scontata che arriverà dei mercati finanziari. 

 

Nella sua intervista di oggi al quotidiano il Mattino, l’onorevole Siri ha infatti dichiarato che “se c’è bisogno di 70-80 miliardi per fare la flat tax e il reddito di cittadinanza, superare la Fornero e sterilizzare l’Iva, si deve poter contare su una flessibilità dei conti, anche il 3 per cento del deficit/Pil, perché non posso finanziare queste misure con una tantum come la pace fiscale”, e ha sfidato il rigorismo del ministro dell’economia Giovanni Tria, alle prese con le difficili richieste di correzione dei conti pubblici fatte all’ultimo Ecofin dalla Commissione Europea, affermando che “su una nave non c’è soltanto quello che tiene il timone, la tempesta si supera se l’equipaggio è unito”. Nell’ultima parte dell’intervista poi, il sottosegretario Siri ha dichiarato che “viviamo sempre sotto l’incubo dello spread . Per evitare scossoni potrebbero essere gli italiani a comprare i nostri titoli”. 
Il sottosegretario Siri evidentemente non ha imparato nulla dalla lezione impartita dai mercati finanziari al suo Governo, subito dopo la pubblicazione del piano del ministro Paolo Savona sull’uscita dell’Italia dall’euro in una sola notte, o di quando il suo collega di partito Claudio Borghi dichiarò che gli investitori internazionali sono soltanto speculatori che non capiscono nulla di economia, allorché si registrò una maxi svendita dei nostri titoli di Stato da parte dei grandi colossi mondiali del credito. 

 

Le sue continue provocazioni, fatte tramite proposte finanziariamente assurde, come quella di una manovra in deficit pari a quasi il 10% del Pil o l’esclusione degli investitori istituzionali esteri dall’acquisto dei nostri titoli di Stato, non resteranno ovviamente senza conseguenze. Le quali, temiamo, arriveranno inesorabilmente il prossimo settembre, quando il Tesoro dovrà mettere per iscritto, nel quadro programmatico della Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanze, i suoi obiettivi di finanza pubblica, e dovrà quindi rendere noto alla Commissione Europea se intende sforare i parametri di convergenza su deficit e debito oppure rispettare il percorso di risanamento della finanza pubblica ed effettuare la correzione dei conti richiesta da Bruxelles. 

 

La pubblicazione della NADEF avverrà in concomitanza con la decisione sul rating sovrano da parte di Fitch e con la riduzione del programma di acquisto dei titoli di Stato da parte della BCE, prevista proprio per la fine di settembre. Una concomitanza di eventi che potrebbe rivelarsi esplosiva per l’Italia, con i grandi investitori internazionali che stanno monitorando attentamente la situazione e che, in quei giorni, decideranno se mantenere i titoli italiani in portafoglio o liberarsene del tutto, con il conseguente aumento dello spread e dei rendimenti. Ricordiamo che dall’avvento del nuovo governo giallo-verde, dall’Italia sono già fuggiti 55 miliardi di euro, secondo gli ultimi dati TARGET2. Una fuga di capitali che potrebbe aumentare pesantemente a settembre.”