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GOVERNO: BRUNETTA, “DI MAIO SMENTICA AUT-AUT DATO A TRIA”

 

Di Maio

 

 

Chiediamo al ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio di smentire subito l’aut aut dato al Ministro dell’Economia, Giovanni Tria. Secondo quanto pubblicato oggi dal quotidiano la Stampa, infatti, il Vice Presidente del Consiglio dei Ministri sarebbe irritato per la linea rigorista e a favore del dialogo con l’Unione Europea assunta del Ministro dell’Economia, fino al punto da volergli dare il ben servito già nelle prossime settimane. 

 
Per il sottosegretario alla presidenza Giancarlo Giorgetti e il viceministro dell’economia Laura Castelli, invece, l’ostilità sarebbe dovuta al sospetto di vicinanza del Ministro Tria agli ambienti della Banca d’Italia, da sempre molto sensibili, come è noto, a un approccio di sana e corretta gestione della finanza pubblica. 
 
La goccia che ha fatto traboccare il vaso sarebbe stata l’indicazione della perdita di posti di lavoro (8.000 posti in un anno) all’interno della relazione tecnica che ha accompagnato il Decreto Dignità, che dimostrerebbe la cattiva scelta fatta dal ministro Di Maio in materia di riforma del lavoro. 
 
Il Ministro Tria rappresenta una garanzia per i nostri creditori internazionali, oltre che per i funzionari dell’Unione Europea. Il suo abbandono produrrebbe effetti devastanti sul nostro spread, sulle nostre finanze pubbliche e, conseguentemente, sui cittadini italiani.
 
La situazione attuale dei nostri titoli di Stato è, peraltro, già delicata. I grandi investitori istituzionali stanno, infatti, attedendo con ansia gli obiettivi di finanza pubblica per i prossimi 3 anni che il Tesoro sarà costretto a mettere nero su bianco a settembre nella Nota di aggiornamento al Def. L’allontanamento del ministro Tria sarebbe per molti operatori la solenne constatazione che l’Italia vuole allargare le maglie del deficit e tornare a far aumentare il debito pubblico. I rendimenti dei titoli di Stato salirebbero all’istante. A settembre, peraltro, ricordiamo che verrà ridotto il quantitativo dei buoni del tesoro acquistati dalla Banca Centrale, meglio noto come Quantitative Easing.
 
C’è un motivo molto concreto che desta preoccupazione sui mercati, dovuto al fatto che la metà degli operatori finanziari hanno aperto posizioni al ribasso sui nostri titoli di Stato, dando fiducia alla linea della responsabilità del ministro Tria. Con i primi rialzi dei rendimenti, questi trader entrerebbero in perdita. Il movimento di chiusura di queste posizioni sarebbe come una vera e propria benzina sul fuoco per i nostri BTP, e aprirebbe un trend molto veloce verso l’alto. Solo considerando il tasso di rendimento sul Btp a 10 anni, il benchmark di riferimento, il rendimento potrebbe salire verosimilmente almeno fino al 3,20% se non addirittura al 3,40%, in netto rialzo rispetto all’attuale 2,55%. Peraltro, questo tasso è già ritenuto alto, perché sconta l’attuale clima di indecisione che verrà risolto soltanto in occasione della pubblicazione del Def. Al contrario, invece, una linea di maggiore responsabilità sui conti pubblici potrebbe consentire un ridimensionamento della spesa per interessi. Solo considerando i contratti a termine sul Btp con scadenza 2018 ci sono attualmente ben 333.962 posizioni aperte, del valore di 100 mila euro l’uno. La metà di queste, qualora prevalesse la linea dell’allontanamento di Tria dal Governo, verrebbero verosimilmente chiuse perché in perdita, facendo lievitare i rendimenti dei nostri titoli di Stato. Per l’Italia, sarebbe il colpo di grazia”.