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GOVERNO: BRUNETTA, “CAMBI ROTTA OPPURE A SETTEMBRE ITALIA IN CRISI STILE LEHMAN BROTHERS”

 

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“Quanto è avvenuto la scorsa settimana sui mercati finanziari può essere solo un assaggio di quanto accadrà il prossimo settembre, dal momento che i presupposti per lo scatenarsi di una tempesta finanziaria perfetta ci sono già tutti. Ne abbiamo avuto una prova ieri con il crollo della lira turca, che in pochi minuti ha perso il -12% nei confronti del dollaro, un collasso che ha pochi precedenti nella storia finanziaria moderna. La Turchia, ormai un gigante dai piedi d’argilla, si sta sgretolando sotto i dazi imposti da Donald Trump, schiacciata dal peso di un super dollaro che sta mietendo vittime tra le principali economie emergenti, arrivando fino al punto di contagiare l’euro.

Il quadro finanziario internazionale che si sta delineando è da brividi. Infatti, il mix letale tra la stretta monetaria inaugurata dalla Federal Reserve, che alzerà quasi sicuramente i tassi d’interesse anche nella prossima riunione di settembre, e la guerra commerciale tra Stati Uniti e Resto del mondo, sta provocando una corsa degli investitori ad investire in attività finanziarie denominate in dollari e nei beni rifugio, tra i quali i Bund tedeschi. I paesi considerati rischiosi e molto legati all’economia turca, come l’Italia, vengono abbandonati, facendo lievitare i rendimenti sui loro titoli di Stato, che hanno sempre meno compratori. Solo nella scorsa settimana, il costo della crisi turca per l’Italia potrebbe essere stimabile in 2 miliardi di euro, che si aggiungono agli altri 4 perduti per via dell’aumento di 100 punti base dello spread, per effetto della crisi di fiducia degli investitori verso le politiche economiche del governo Lega-Movimento Cinque Stelle, conflittuali e inattuabili per mancanza di fondi.

In assenza di un rapido cambio di rotta da parte dell’Esecutivo giallo-verde, l’Italia potrebbe così trovarsi a settembre in una nuova crisi in stile Lehman Brothers, nel momento stesso in cui la Bce cesserà il suo programma d’aiuto agli Stati in difficoltà. Andando avanti di questo passo, anziché destinare risorse per finanziare flat tax e reddito di cittadinanza, il Governo si ritroverà nell’obbligo di spenderle tutte per pagare i maggiori interessi sul debito”.