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MANOVRA: BRUNETTA, “SERVONO SUBITO 800 MLN PER RIMANERE DENTRO RAPPORTO DEFICIT/PIL 1,6%”

 

UE bandiere

 

“Facendo i calcoli, la maggiore flessibilità che la Commissione Europea dovrebbe concedere al governo italiano sul maggior rapporto deficit/Pil per il 2019 (che secondo le indiscrezioni dovrebbe essere pari al massimo all’1,6%), servirà non tanto per finanziare l’impossibile e pericoloso ‘contratto’ di Lega e Movimento Cinque Stelle, ma per evitare di effettuare una pesantissima manovra correttiva ai conti pubblici. La minor crescita del Pil che si verificherà sia nel 2018, che nel 2019, infatti, farà venire meno le risorse necessarie al governo per portare avanti misure come il reddito di cittadinanza, la flat tax e la controriforma Fornero. Le ultime previsioni dei principali istituti finanziari danno un Pil italiano in crescita soltanto del +1,1% quest’anno e del +1,0% nel 2019. Solamente per via di questa riduzione, il gettito proveniente dalle entrate tributarie si potrebbe ridurre di circa 5 miliardi in due anni. Inoltre, le maggiori spese per interessi generate dall’aumento dei rendimenti di emissione sui titoli di Stato peseranno per 7 miliardi sul bilancio dello Stato. Considerando, poi, che il governo si è impegnato a disinnescare l’aumento delle aliquote Iva, intervento che costa 12,4 miliardi, e che a bilancio sono già stati stanziati 3,5 miliardi di euro per pagare spese indifferibili e altri 5 miliardi per il rinnovo dei contratti della pubblica amministrazione e il fondo del Servizio Sanitario Nazionale, ecco che la somma necessaria per coprire tutte queste misure ammonta a quasi 30 miliardi di euro, 800 milioni in più rispetto al deficit che Bruxelles dovrebbe concedere al governo per il 2019, pari 29 miliardi.

Questo vuol dire che, senza finanziare un solo euro del programma economico di governo, il Tesoro dovrà trovare subito 800 milioni per rimanere all’interno del rapporto deficit/Pil dell’1,6%. Altrimenti, avrebbe già sforato. La domanda che naturalmente ci poniamo è: dove andrà, il governo, a reperire i 16 miliardi di euro aggiuntivi che servono per finanziare, almeno in parte, le promesse fatte agli italiani dalla Lega (quota 100 per le pensioni e dual tax con aliquote al 15% e 20%) e dal Movimento Cinque Stelle (aumento pensioni a 780 euro, reddito di cittadinanza e riforma dei centri per l’impiego)? Aumenteranno le tasse ai cittadini, nel momento stesso in cui promettevano di abbassarle, oppure taglieranno 16 miliardi di spesa pubblica sapendo che, in questo secondo caso, occorrono anni prima che tagli di una tale entità entrino a regime, creando quindi un buco di bilancio?”.