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MANOVRA: BRUNETTA, “FIDUCIA NEI MERCATI ITALIANI AI MINIMI STORICI, LEGGE BILANCIO POTREBBE ESSERE BOCCIATA GIA’ A FINE MESE”

 

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“La Legge di Bilancio inviata dal Governo a Bruxelles potrebbe essere bocciata già entro la fine di questo mese. È questa l’impressione che si ha osservando le reazioni manifestate, a nemmeno un giorno dall’invio del testo, dal presidente della Commissione Jean-Claude Junker e dal vicepresidente Valdis Dombrovskis, che sembrano il preludio per l’apertura della procedura formale di respingimento della Legge di Bilancio che, secondo i trattati europei, avviene per gradi.

Dombroviskis, in particolare, ha ricordato, parlando della manovra italiana, la procedura riservata ai casi di scostamento più significativi. In un primo momento, la Commissione invia allo Stato membro inadempiente soltanto delle richieste di chiarimento, alle quali segue, solo successivamente, il rigetto vero e proprio e la richiesta di modificare la manovra. Tutto questo dovrebbe avvenire entro le prossime due settimane, in concomitanza con il giudizio delle agenzie di rating Moody’s e Standard and Poor’s. La bocciatura effettuata dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio rappresenta, sempre secondo le norme dei trattati, una circostanza aggravante della quale la Commissione non può non tenere conto nel giudizio di bocciatura. Nel caso molto probabile in cui il Governo non dovesse poi adeguarsi alle richieste della Commissione, questa aprirebbe una procedura di infrazione per deficit eccessivo, ma solo tra qualche mese, quando l’attuale organo esecutivo della UE sarà sostituito da uno nuovo, secondo gli equilibri che nasceranno dall’esito delle elezioni europee. Evidentemente, Matteo Salvini e Luigi Di Maio danno per scontato che la nuova Commissione sia più vicina alle loro posizioni populiste e sovraniste. Se però i partiti alleati non dovessero raggiungere i risultati sperati, il Governo si troverebbe del tutto isolato a livello europeo e la ritorsione da parte di Bruxelles non tarderebbe ad arrivare.

I mercati finanziari, nel frattempo, hanno reagito freddamente alla manovra, salendo di qualche punto ma solo per ragioni tecniche. Risulta, infatti, che molti trader abbiano venduto sul mercato oltre 4.000 opzioni “put”, ovvero dei premi che assicurano i loro investimenti nel mercato azionario contro una eventuale discesa dell’indice. Nelle ultime settimane, i dati dimostrano che questi strumenti derivati abbiano registrato un picco di volumi. Quello al quale abbiamo assistito nelle ultime ore, quindi, non è nient’altro che un piccolo rimbalzo, mentre il trend rimane fortemente negativo. La fiducia nei confronti dei mercati italiani rimane ai minimi storici, non solo per motivazioni legate al duro scontro in atto tra il Governo giallo-verde e la Commissione Europea, ma anche perché il debito italiano sembra ormai avviato su un sentiero di insostenibilità. Secondo una recente analisi di Rabobank, infatti, il rientro sui binari della sostenibilità avverrebbe solamente se il rendimento sul BTP decennale scendesse al di sotto del 2,6%. Una ipotesi inverosimile, considerato che ormai questo si trova costantemente sopra la soglia del 3,4% ed è destinato ad aumentare ulteriormente e che, tra le altre cose, tra pochi mesi il programma di acquisto dei titoli sovrani della Banca Centrale cesserà definitivamente”.