Socialize

LEGGE BILANCIO: BRUNETTA, “EUROPA ALL’UNISONO CONTRO MANOVRA LEGA-M5S, ACCELERAZIONE COMMISSIONE UE LASCIA PRESAGIRE CATTIVE NOTIZIE”

 

Commissione-europea

 

“I rendimenti sui nostri titoli di Stato e lo spread sono tornati di nuovo a salire, dopo le indiscrezioni della stampa europea secondo le quali la lettera di chiarimenti al Governo italiano sulla Legge di Bilancio potrebbe già essere inviata dalla Commissione Europea entro la fine della settimana, lasciando intendere come Bruxelles sia già decisa a bocciare la manovra. Secondo i trattati europei, infatti, la richiesta formale di chiarimenti è soltanto un atto dovuto da parte dell’Esecutivo comunitario prima della richiesta di modificare la manovra. I tempi rapidi con la quale la Commissione sta agendo lasciano intendere che lo scostamento del quadro macroeconomico e di finanza pubblica presentato dal Governo, rispetto alle regole europee, sia particolarmente significativo. Anche il quotidiano francese Le Monde titola oggi che sulla manovra italiana “Bruxelles è determinata a mantenere la linea dura” contro Roma. Questa linea dura è avallata, tra gli altri, dall’Austria, che oggi ha dichiarato che l’Italia è tenuta a rispettare le regole per assicurare la tenuta dell’euro e di non essere per nulla disposta ad accollarsi rischi incalcolabili di altri e dalla Germania, che tramite la cancelliera Angela Merkel ha dichiarato che “ogni Stato della zona Euro ha il dovere di garantire la stabilità e adottare le riforme necessarie alla sua competitività e questo è vero anche in tempi buoni dal punto di vista economico” e che “bilanci stabili sono un’importante premessa di un buon sviluppo economico in ciascun Paese”.

In questo momento il governo italiano è quindi completamente isolato in Europa, con tutti gli altri Stati membri che hanno deciso all’unisono di non concedere sconti all’Italia, contrariamente alle speranze di Matteo Salvini e Luigi Di Maio che speravano in un approccio più permissivo.

Il Financial Times ha effettuato un’analisi attenta della situazione finanziaria italiana, chiedendosi quali possano essere gli effetti della manovra giallo-verde sul debito pubblico. Il quotidiano londinese parte dall’evidenza che le spese per interessi sul debito italiano siano tra le più alte dei Paesi OCSE e che, di conseguenza, la sostenibilità del debito sia strettamente legata alle condizioni finanziarie esterne. La fine del programma di acquisto dei titoli di Stato da parte della Banca Centrale Europea creerà una pressione ulteriore sulle finanze pubbliche. L’osservatorio CPI ha calcolato, ad esempio, che se i rendimenti dovessero mantenersi ai livelli attuali, le spese per interessi aumenterebbero di circa 2 miliardi di euro all’anno, mentre Goldman Sachs stima che queste spese aumenteranno al 4,6% del Pil, in netto aumento rispetto al 3,6% che si prevede per il 2018. Sul fatto che le misure di aumento di spesa sociale contenute nella manovra possano far aumentare il tasso di crescita del Pil al ritmo stimato dal Governo, esiste un enorme scetticismo tra gli economisti. Eric Nilsen, capo economista di UniCredit, ritiene che i soldi in più, dati alla componente più povera della popolazione, vadano a finire per la maggior parte in risparmi, come è accaduto con gli 80 euro di Matteo Renzi. OCSE, Banca d’Italia e INPS, ricorda il Financial Times, ritengono inoltre che non vi sia evidenza alcuna sul fatto che la riduzione dell’età pensionabile prevista dal Governo possa creare effetti espansivi sull’economia. Relativamente alle misure di condono inserite nella manovra, Lorenzo Codogno ritiene che queste possano avere degli effetti di stimolo soltanto temporaneo, con effetti negativi permanenti sulle finanze pubbliche. Il Financial Times conclude con la considerazione che se le misure espansive previste dal governo non dovessero tradursi nella crescita sperata e i tassi d’interesse dovessero aumentare, il rapporto debito/Pil tornerebbe di nuovo a crescere”.