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BRUNETTA: “ORMAI TUTTI GLI INDICATORI CERTIFICANO LA RECESSIONE PER LA NOSTRA ECONOMIA”

 

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“Il primo segnale negativo per il Governo gialloverde proveniente dall’economia reale è stato il crollo della fiducia dei direttori d’acquisto dei settori manifatturiero e dei servizi conseguente al crollo dei mercati, misurato dall’indicatore PMI, crollato sotto la soglia dei 50 punti. Avevamo spiegato per primi che questo indicatore, quasi sconosciuto all’opinione pubblica, ha in realtà un grosso potere predittivo per il futuro andamento del Pil, in quanto anticipa le fasi recessive o espansive del ciclo economico con circa 7-8 mesi d’anticipo. Proprio ieri, vedendo il PMI dei servizi scendere sotto la soglia dei 50 punti, avevamo lanciato l’allarme sulla possibile entrata in recessione dell’Italia entro il primo semestre del 2019. Anche la banca d’affari londinese Barclays è arrivata alla nostra stessa conclusione, partendo dall’analisi degli stessi indicatori PMI, prevedendo che già nel quarto trimestre del 2018 il Pil italiano scenderà del -0,15%. Se questa ipotesi dovesse essere confermata, il tasso di crescita per quest’anno non supererebbe il +1,0%, ben al di sotto del +1,2% previsto dal Governo a settembre. Considerando gli effetti di trascinamento della crescita sul 2019 e il possibile ulteriore rallentamento del Pil, è molto probabile che nel 2019 l’Italia non crescerà più del +0,7-0,8%, ovvero a circa la metà di quanto previsto sempre dal Governo. Tutto questo obbligherebbe il Tesoro a rivedere fortemente al rialzo i rapporti deficit/Pil e debito/Pil e ad ammettere che lo scenario macroeconomico e di finanza pubblica presentato a Bruxelles era completamente sovrastimato”.