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MANOVRA: BRUNETTA, “POCHI EFFETTI SU CRESCITA E MOLTI SU INDEBITAMENTO PUBBLICO, PROCEDURA INFRAZIONE IN ARRIVO”

 

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“Proprio per il quadro macroeconomico e di finanza pubblica negativo, la Commissione ha ritenuto di dover bocciare la manovra del Governo, anche perché ritiene che l’aumento del deficit sia tutto da imputare alle misure inserite nella manovra, che sortiscono pochi effetti sulla crescita e molti effetti sull’indebitamento pubblico. “L’incremento del deficit pubblico, associato con i più alti tassi d’interesse mette a rischio la riduzione dell’elevato rapporto debito/Pil”, ha scritto senza mezzi termini la Commissione, che userà questa analisi per giustificare, il prossimo 21 novembre, le pagelle negative sulla manovra, il primo passo verso l’apertura formale della procedura d’infrazione. Molto elevato è, inoltre, il dato sul rapporto deficit/Pil strutturale dell’Italia, quello al netto delle misure una tantum e degli effetti del ciclo economico, che peggiorerà il prossimo anno al 3%, dall’1,8% attuale, e peggiorerà ulteriormente nel 2020 al 3,5%. Proprio questo dato certifica come il Governo italiano non abbia rispettato le regole del Patto di stabilità, inadempienza sufficiente a giustificare l’apertura di una procedura per deficit eccessivo per mancato rispetto della regola del debito, sempre che l’Esecutivo non decida di modificare la manovra entro martedì prossimo, ipotesi subito esclusa dai suoi esponenti. Ricordiamo che, per rispettare le regole, il rapporto dovrebbe essere ridotto dello 0,6% nel 2019”.