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MANOVRA: BRUNETTA, “IN PARLAMENTO È IL CAOS, CORONATO, SI FA PER DIRE, DA FIDUCIA (SU COSA?) DOMANI, GOVERNO RINSAVISCA PRIMA DEL 19 DICEMBRE E RISCRIVA TOTALMENTE LEGGE BILANCIO”

 

Senato deserto manovra - Nonleggerlo

 

Fino a fine settembre il Governo assicurava che avrebbe fatto una manovra espansiva, ma nel rispetto delle regole europee.

Poi il Governo, con grandi strepiti, il 27 settembre, serata del balcone di Palazzo Chigi, ha cominciato a dire che avrebbe portato il deficit al 2,4% per il 2019 e anche per gli anni successivi (follia mai vista in Europa). Quindi senza rispetto alcuno né per la regola del deficit, né per la regola del debito (Maastricht e Fiscal Compact).

Da quel momento in poi, accortosi di averla detta grossa, il Governo ha provato a prendere in giro l’Europa e l’opinione pubblica. Il 16 ottobre scorso, infatti, ha predisposto un Draft Budgetary Plan con riduzione apparente del deficit al 2,1% nel 2020 e all’1,8% nel 2021, mentre il ricorso al deficit strutturale negli anni successivi addirittura aumentava, perché il dato nominale comprendeva 13,6 miliardi di aumento IVA nel 2020 e 15,7 miliardi nel 2021.

Poi, preso atto che il bluff non funzionava, il Governo, facendo la faccia feroce, ha dichiarato che sarebbe andato dritto, equiparando gli avvertimenti della Commissione UE e dell’Ecofin alle “letterine di Babbo Natale”. Fase del Governo solo contro tutti: a metà novembre Banca d’Italia, sindacati, Istat, Corte dei Conti, Ufficio Parlamentare di Bilancio e Confindustria, in audizione in Commissione Bilancio, sono stati tutti concordi nell’affermare che la manovra del Governo mancava di visione nel rilancio dello sviluppo e della crescita del Paese.

Ora il Governo, dopo l’apertura della procedura di infrazione per debito eccessivo del 21 novembre da parte della Commissione Europea, con il classico cappello in mano, sta riscrivendo la manovra sotto dettatura di Bruxelles (ma sarà vero?), dopo che il Premier Conte ha finalmente ammesso che non si tratta di ridurre quattro miliardi sul 2019, ma di correggere anche la traiettoria del deficit strutturale sui successivi anni 2020 e 2021.

Sul triennio, si può arrivare a 50 miliardi di correzione recessiva da fare in un contesto di accresciuto rallentamento dell’economia italiana, causata anche dal crollo della fiducia e delle aspettative, determinato dal comportamento ondivago e imprevedibile del Governo.

Insomma, una gestione politica scellerata e umiliante, fatta di stop and go, che ha esposto l’Italia alla speculazione finanziaria e all’isolamento politico per approntare una manovra che non riduce di un euro le tasse alle famiglie e alle imprese e che fa invece esplodere la spesa corrente per misure previdenziali e assistenziali che nemmeno si conoscono nei dettagli per il semplice fatto che i dettagli renderebbero chiaro ai cittadini quanto sono distanti dalle promesse della campagna elettorale.

In queste ore, Conte-Salvini-Di Maio-Tria dicono tutto e il contrario di tutto. Nel frattempo, in Parlamento è il caos, coronato verosimilmente dalla fiducia (su cosa?) domani. C’è tempo fino al 19 dicembre, data della raccomandazione della Commissione Europea all’Italia, per rinsavire. Ce la faranno i nostri eroi? Temiamo di no”.