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CAMERA: BRUNETTA A CONTE, “IL SUO GOVERNO IN QUESTI 6 MESI HA PRODOTTO SOLO INCERTEZZA E ISOLAMENTO: COSTI CHE STANNO GIÀ PAGANDO GLI ITALIANI”

 

Conte premier fiducia

 

“Il suo Governo, signor Presidente del Consiglio, ed è un dato di fatto, ad oggi ha prodotto incertezza e isolamento. In economia, ma non solo in questo campo, incertezza e isolamento sono dei costi: l’incertezza produce preoccupazione nei mercati, rischio, produzione di comportamenti avversi al rischio; l’isolamento, dal punto di vista geopolitico, produce, invece, l’effetto di rimaner da soli di fronte alle sfide globali, e la solitudine è una diseconomia di scala e quindi, da questo punto di vista, diventa anch’essa un costo”.

Lo ha detto Renato Brunetta, deputato e responsabile della politica economica di Forza Italia, intervenendo in Aula durante le comunicazioni del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in vista del Consiglio Europeo del 13-14 dicembre prossimi.

“Il suo Governo ha prodotto, consapevolmente o meno, questi due fenomeni, che sta pagando l’economia italiana e la nostra società, l’immagine dell’Italia nel mondo, Paese oggi considerato difficile, dal quale è meglio scappare se si possiedono dei capitali o se si vuole investire. E mi riferisco a due punti fondamentali, signor Presidente del Consiglio: quello dell’immigrazione e quello dell’instabilità finanziaria, che affliggono in questa fase il nostro Continente. Quanto al primo, l’Italia, pur avendo tutte le ragioni del mondo, pur avendo sopportato in tutto o in parte il peso della migrazione mediterranea, si è ritrovata isolata, senza alcuna interlocuzione con l’Europa o con gli altri Paesi europei a livello bilaterale. E questa non è una buona condizione, perché è una condizione di stallo. Per quanto tempo ancora riusciremo a fare la faccia feroce? Senza dare, in nessun caso, nessuna prospettiva di soluzione. E sull’instabilità finanziaria, siamo diventati noi, ancora una volta, fattore di instabilità. Invece, signor Presidente del Consiglio, l’Europa ci serve, come ce lo dice il 64% degli italiani, se non altro per risolvere insieme i problemi dell’immigrazione e per stabilizzare un quadro finanziario sempre più instabile”.

“Immigrazione e instabilità finanziaria hanno prodotto anche un altro effetto negativo, vale a dire che l’Europa va avanti anche senza di noi. Sul tema della governance europea, per quel che ne sappiamo, l’Italia, nel processo decisionale della riforma, è stata assente o silente, rispetto a scelte decisive che rischiano di essere penalizzanti nei confronti del nostro Paese: ha vinto, infatti, l’asse franco-tedesco”.