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BANCHE: BRUNETTA, “AUMENTO RENDIMENTI TITOLI STATO E TASSI INTERESSE, CON CONSEGUENTE STRETTA CREDITIZIA, SONO DA IMPUTARE A BATTAGLIA PROVOCATORIA GOVERNO NEI CONFRONTI DEI MERCATI E DELL’UE”

 

credit crunch

 

“Il credit crunch, ovvero la stretta creditizia fatta dagli istituti di credito per effetto del peggioramento delle condizioni monetarie nell’economia, che il Governo ha sempre negato, è invece peggiorato nell’ultimo mese, stando a quanto misurato dalla Banca d’Italia nell’ultima pubblicazione ‘Banche e Moneta’. Nel documento, si legge, infatti, che a ottobre è rallentata la crescita dei prestiti e dei depositi bancari rispetto al mese precedente.

Cattive notizie anche sul fronte dei tassi di interesse praticati dagli istituti di credito sui prestiti concessi al settore privato. A ottobre, infatti, sono risaliti quelli sui prestiti erogati alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, che sono risultati pari al 2,24%, contro il 2,16% del mese precedente, quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo all’8,13%, quelli sui nuovi prestiti alle società non finanziarie all’1,52%, rispetto all’1,45% a settembre, quelli sui nuovi prestiti di importo fino a 1 milione di euro all’1,96%, quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia all’1,12%.

La colpa dell’aumento degli interessi è esclusivamente da imputare all’aumento dei rendimenti sui titoli di Stato e all’aumentata percezione del rischio Italia, incorporato immediatamente nei tassi. Uno dei tanti effetti collaterali della disastrosa, quanto inutile, battaglia avviata da questo Governo contro istituzioni europee e mercati finanziari”.