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BRUNETTA: “IL 2019 ANNO DI RECESSIONE PER L’ITALIA”

 

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“Il 2019 si appresta ad essere un anno di recessione economica per l’Italia, tanto per fattori interni quanto per fattori esterni.

Nel terzo trimestre del 2018, abbiamo già visto che il tasso di crescita del Pil è stato negativo, pari al -0,1%. Aspettiamo con ansia che l’ISTAT pubblichi quello del quarto. Se anche questo dovesse essere negativo, l’Italia entrerebbe in quella che gli economisti chiamano “recessione tecnica”, la terza in soli dieci anni. Il Governo gialloverde scommette sulle sue due misure bandiera, il reddito di cittadinanza e la quota 100 per riavviare il motore dell’economia italiana. Il problema, è che però una politica economica tutta impostata sull’assistenzialismo come quella scelta da Lega e Cinque Stelle, non produrrà un solo euro di crescita. Al contrario, avrà degli effetti recessivi, per via del suo scarso impatto sulla domanda aggregata e per l’elevato costo per le finanze pubbliche, dal momento che le misure saranno tutte finanziate attraverso nuovo deficit. Se poi consideriamo che l’Esecutivo è stato obbligato, a causa delle sue scelte, ad aumentare di nuovo la pressione fiscale e a obbligare i Comuni ad aumentare le tasse locali, il rischio recessivo della manovra aumenta ancora di più, così come aumenta il rischio che, aumentando il deficit e debito, gli investitori si allontanino dai nostri titoli di Stato ritenuti, a ragione, troppo rischiosi. Non a caso, anche all’inizio di quest’anno lo spread è tornato a salire, dal momento che gli analisti stanno aspettando di sapere quale sarà il primo giudizio della Commissione Europea sulla manovra appena approvata in Parlamento, cosa che avverrà durante la prossima riunione Ecofin del 22 gennaio e nelle riunioni successive. L’Italia è, di fatto, già sotto un commissariamento “light” da parte di Bruxelles, che monitorerà attentamente i prossimi sviluppi della manovra, in primis quelli dei decreti su reddito di cittadinanza e quota 100”.