Socialize

PNR: BRUNETTA, “TROPPO POCO PER FORMARE UN VERO ACTION PLAN”

 

conte-dpcm-ok

“Il governo Conte sembra essersi finalmente deciso ad approntare il tanto atteso Piano Nazionale delle Riforme. Abbiamo piu’ volte sollecitato l’esecutivo a presentare il Pnr, pregandolo di condividerne i contenuti e le scelte anche con l’opposizione, in Parlamento, in modo da avere il piu’ ampio consenso possibile in vista delle difficili trattative europee sul maxi piano di ricostruzione della Commissione Europea. Palazzo Chigi ha deciso, invece, di procedere da solo e di questo ce ne dispiace. Cosi’ come ci dispiace la decisione di non voler anticipare la legge di bilancio e la NAdef a prima di agosto, sempre come avevamo suggerito”.

Lo afferma Renato BRUNETTA, deputato e responsabile del dipartimento Economia di Forza Italia.

“Non sono soltanto i tempi ad essere stati sbagliati nella presentazione del Pnr: anche i contenuti non sono affatto convincenti. Il governo sembra essersi attenuto in tutto e per tutto alla volonta’ europea, riscrivendo le singole raccomandazioni e, per ognuna di esse, la lista delle azioni che intende intraprendere. Una volonta’ e un elenco che dovrebbe essere sufficiente per avere il via libera dall’Europa sulle risorse del Next Generation Fund. Un elenco senza un ordine di priorita’ che contiene un po’ di tutto, anche se in maniera molto mascherata e poco trasparente, forse per non urtare la sensibilita’ delle diverse anime della maggioranza, che una sintesi, sul programma, proprio non l’hanno trovata.

Anche sul quadro macroeconomico il governo sembra non essere in linea con le stime degli altri principali previsori internazionali. Il tasso di crescita del Pil stimato per quest’anno, pari al -8,0%, appare eccessivamente ottimistico. Mancano poi del tutto le stime sull’andamento del deficit e del debito pubblico, anche perche’ manca qualsiasi stima dei costi delle azioni di riforma scritte dal governo, che determineranno gli effetti sull’indebitamento netto e l’ammontare del ricorso alle risorse europee. Il Pnr risulta quindi troppo generico e aleatorio per poter formare un vero action plan”.