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FORZA ITALIA. La strategia per la ripartenza. Il rilancio di Forza Italia essenziale per la democrazia. Unità con Berlusconi. Lotta per la sua piena libertà

 

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Tanto più se si considera, con onestà intellettuale, quello che noi consideriamo  il punto decisivo che inficia la vita democratica, e da cui discende tutto il resto: l’intollerabile status di detenuto (tale giuridicamente è) del leader di Forza Italia, estromesso da una gravissima ingiustizia dalla pienezza del suo impegno politico.

Questo dato non può essere minimizzato.

La questione dell’insuccesso di Forza Italia merita un’analisi che, partendo da questo dato, e senza fermarsi ad esso, è importantissimo sia fatta con unità di intenti, nella stima reciproca e nella consapevolezza che nessuno può chiamarsi fuori e mettersi a battere il pugno sul petto degli altri.

Questo non deve significare compressione di pensieri e di sentimenti, ma è un’occasione per aprire con più nettezza che mai, alla scuola di Berlusconi, il tempo della parresìa, del parlare sincero e libero.

Senza che nessuno strumentalizzi l’insuccesso in Emilia-Romagna e in Calabria per cavalcare la propria ascesa.

Il rilancio di Forza Italia è una necessità della democrazia italiana. Il nostro Paese non può permettersi l’indebolimento della componente moderata e liberale, pena lo scivolamento inesorabile in una sorta di dittatura peronista di chi vuole costruirsi una legge elettorale su misura per impadronirsi di tutte le istituzioni elettive e non.

La crescita della Lega, che merita tutti i voti che ha, se diventasse leadership nel centrodestra, regalerebbe a Renzi e al Pd la certezza di un monopolio esiziale per la democrazia dell’alternanza.

Il rilancio del nostro partito passa da un rilancio dell’identità liberale.

Per questo non servono  dichiarazioni astratte di ideali e di valori, ma la concretezza di proposte convincenti. Il fatto è che ce le abbiamo, e sono radicalmente alternative a quelle tutte-tasse-e-80-euro di Renzi.

Questa ripresa forte di contenuti ed immagine ha bisogno assoluto della leadership di Silvio Berlusconi, la cui presenza piena e senza le ingiuste catene che ne hanno frenato l’impegno, è condizione inderogabile, storicamente, moralmente, politicamente.