“Il Patto del Nazareno supponeva coesione morale tra i contraenti. Dopo i fatti del 2011, che aveva consentito l’instaurarsi del regime montiano, si era arrivati all’assurdità di una vittoria ottenuta con i brogli, per di più per il rotto della cuffia (lo 0,37 per cento) che si trasformava in maggioranza alla Camera schiacciante. La sentenza della Corte costituzionale bocciava radicalmente quella legge elettorale che ci ha regalato una democrazia lesionata, con un Parlamento distante, distantissimo dalla sovranità popolare. Renzi prendendo atto della delegittimazione morale e politica della sua maggioranza, rinforzata per di più da deputati votati per sostenere “Berlusconi Presidente”, chiedeva a Berlusconi di lavorare in consorzio paritario per definire le regole di una democrazia funzionante e decidente. Democrazia però. Con pesi e contrappesi”. Lo scrive ‘Il Mattinale’ (www.ilmattinale.it), la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“Questo era il senso del Nazareno. Mettere tra parentesi la logica dei rapporti di forza basati su numeri incostituzionali, superare nei fatti l’estromissione di Berlusconi (e dunque di dieci milioni di elettori) dal Parlamento. Insomma: un nuovo mondo. Questa prospettiva di largo respiro ha richiesto e ottenuto da Silvio Berlusconi una straordinaria disponibilità ad accettare modifiche al progetto originario che si era condiviso. Ne abbiamo contate diciassette”.
“C’era però un accordo ultimo: l’architrave che tiene insieme tutte le campate, e garantisce davvero la solidità di quel ponte e la congiunzione tra le due faglie continentali, quella di centrodestra e quella di centrosinistra, per troppi anni delegittimate da rispettive scomuniche. Ed era il Capo dello Stato. Arbitro, garante, scelto insieme. Perché così si fa. Il garante dell’unità e dei meccanismi istituzionali in via di approvazione è a sua voglia frutto e cemento di questa storia. Invece: Renzi passa alle maniere forti. Sceglie lui, garantisce a se stesso l’unità del partito, e con noi usa la bruta logica dei numeri rapinati al popolo sovrano. Per di più pretende di far approvare di gran carriera, con il nostro consenso oppure no, l’abbozzo di riforme da noi accettato in vista di un bene superiore, che ora è stato deturpato dalla volontà predatoria di Renzi”.
“Per questo diciamo ‘no’ a 360°. Non significa soltanto costruire unità nel centrodestra, ritrovando un più semplice terreno di intesa. Ma esige l’impegno strategico a costruire una Forza Italia e un centrodestra di contenuti basati su una cultura politica solida, liberale e popolare. Identitaria e ancorata agli interessi del ceto medio che coincidono con quelli dell’Italia”, conclude ‘Il Mattinale’.