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IL MATTINALE (FI): RENZI VUOLE IL CONFLITTO, LO PROVOCA E LO INGIGANTISCE

 

 Renzi

“Il Capo dello Stato ha lanciato un allarme che è parso strano, persino esagerato. Ha manifestato il timore che, profittando della tensione sociale e del malcontento che serpeggia nel Paese, possano esplodere ‘violenze mai viste’. Sappiamo che il Presidente della Repubblica ha una forte sensibilità sul tema della sicurezza. Due sono i fronti che lo preoccupano, secondo gli osservatori più attenti. Stefano Folli indica “centri antagonisti” e “Casa Pound”, quasi una riedizione degli opposti estremismi. Gian Micalessin, sul “Giornale”, indica invece in certi rapporti dell’intelligence sul rientro in Europa di reduci jihadisti la fonte delle principali preoccupazioni”. Lo scrive ‘Il Mattinale’, la nota politica redatta dal gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.

“Gli uni e gli altri, post brigatisti e terroristi islamici, nuoterebbero volentieri nelle acque turbolente dei conflitti in corso e in quelli latenti. Renzi vuole il conflitto, lo provoca, lo ingigantisce a bella posta, convinto di poterlo spegnere grazie al consenso sociale di cui ritiene di godere oggi e domani. E come pensa di spegnere il conflitto? Delegittimando i soggetti del conflitto. Eliminandoli dalle trattative. Dicendo loro che li rispetta molto, salvo poi non riconoscerli. È un diserbante chimico dei rapporti di lavoro e della dialettica politica”.

“In realtà il conflitto è ineliminabile fin quando esisteranno gli esseri umani, ciascuno portatore di desideri, interessi che non si armonizzano immediatamente. E’ innegabile che Renzi ha disconosciuto ripetutamente la funzione sociale del sindacato, trattandolo con disprezzo. Questo ha portato la piazza a non capire più quali regole per esprimere il conflitto fossero ammesse nei confronti del governo. E non ci ha capito nulla neppure la dirigenza della polizia”.

“Diciamo che Renzi si alimenta del conflitto, convinto di poterlo domare come si fa con i cavalli selvaggi nei film dei cow boy. Accentua le ragioni di spaccatura e di tensione, e se nasce il conflitto non cerca strade per regolarlo, ma lo stronca usando brutalmente la comunicazione mediatica. Questo rende la situazione pericolosa. Regala agli estremisti una prateria dove fare scorrerie”.

“Stefano Folli interpreta il pensiero del Quirinale in due sensi. 1) Diagnosi: “minaccia di una nuova stagione di violenze”. 2) Terapia. “La coesione nazionale non può essere smarrita nell’ora del pericolo”. Concordiamo. Noi ci stiamo. Ma forse occorrerebbe che Renzi di tutto questo prendesse coscienza”, conclude ‘Il Mattinale’.