Siamo una volta di più orgogliosi di essere controcorrente. Nella società frammentata, dove la gente è abbandonata ed è sola a rispondere ai suoi bisogni, non abbiamo nessuna voglia di aiutare la liquefazione sociale con primarie volatili, capaci solo di trasformare la politica in una finzione di democrazia.
Renzi vive e governa la sua ditta, anzi le ditte della sinistra, inseguendo, sfruttando e aiutando questa frammentazione, uccide il modello tradizionale di partito, ma con che cosa lo sostituisce? Con la tenda del suo circo, chiama la folla sparsa ai suoi spettacolini di annunci e promesse, e poi la gente va a casa, per constatare che nulla cambia, in certi casi non c’è più neanche il prete dell’oratorio per chiacchierar.
La nostra scelta che Silvio Berlusconi sta elaborando e promuovendo ormai da un anno, e ha trovato la sua forma operativa nella scorsa presidenza, è esattamente il capovolgimento del metodo piddino delle primarie, che frantuma e separa – salvo un estemporaneo ed inquinato appuntamento in vista delle elezioni – chi si propone come rappresentate del popolo e popolo medesimo. Noi puntiamo alla fusione di presenza politica e sociale, congiungendo il movimento-partito ai Club-circoli di Forza Silvio.
Si tratta di incrementare una presenza sociale e politica capace di costruire solidarietà, vicinanza ideale e materiale, imbastendo dal basso programmi concreti, sulla cui base proporre un piano di cose da fare per il governo cittadino, regionale, nazionale. I congressi sono questa democrazia che nasce nel territorio, con legami ideali e nessi rappresentativi certi e solidi con il leader.
Piedi per terra, attenti a non inciampare nelle trappole, ma insieme tesi a un grande scopo. Una carovana di popolo verso il futuro nasce se ci si soccorre l’un l’altro, se si conosce quello della tenda accanto, e se manca lo zucchero oppure non ci sono i soldi per i libri dei figli ci si dà una mano.
Noi abbiamo sempre avuto questa idea della vita. Berlusconi l’ha testimoniata instancabilmente prima e dopo la sua discesa in campo. Nel 1994 la società reggeva ancora.
Abbiamo cambiato idea? È cambiato il contesto. Un po’ di storia.
Nel momento in cui il partito ideologico per eccellenza, si apprestava a prendere protervamente il potere preservato dalle finte Mani pulite, grazie al reticolo di casematte capaci di occupare i territori geografici e mentali, Berlusconi con Forza Italia seppe in poco tempo mobilitare la maggioranza degli italiani con una organizzazione leggera nelle strutture e potente nei contenuti e soprattutto nella capacità del suo leader di radunare intorno a sé tante tradizioni sociali, politiche e culturali alternative al comunismo.
La sinistra che con la sua ideologia nichilista ha dato un contributo disgraziato alla liquefazione sociale, cavalca grazie a Renzi questo processo e gonfia con il gas da liquefazione la sua mongolfiera. Noi non siamo per i palloni aerostatici o semoventi, siamo per un partito e una politica che siano una presenza amica e cordiale. Alla scuola di Berlusconi.