Socialize

OPERAZIONE VERITÀ. I fatti hanno la testa dura. Emergono nuove rivelazioni dalle carte di Geithner

 

 

 

 Renzi Napolitano

I

 fatti hanno la testa dura. Renzi e il suo governo hanno cercato e cercano costantemente di silenziarli. O ridicolizzarli, come un intellettuale del peso e dalla barba di Massimo Cacciari ha fatto ancora lunedì sera a “Piazzapulita”.

Invece lo “scheme” (complotto) denunciato da Tim Geithner nel suo libro “Stress test” torna fuori con potenza dalle ultime rivelazioni che Peter Spiegel ha pubblicato sul “Financial Times”. Trattasi degli appunti di interviste che gli assistenti di Geithner hanno realizzato con lui per preparare il volume.

 

In sintesi. Complotto? Vero come l’oro. Certificato ulteriormente, con maggiori particolari e circostanze. Ci furono “pressioni sull’America” dei governi di Germania e Francia per costringere Berlusconi ad andarsene.

Gli “officials” – come peraltro già indicato da Renato Brunetta nell’intervista a “Il Giornale” di lunedì scorso – che hanno chiesto a Obama, durante il G20 di Cannes, di “sporcarsi le mani del sangue di Berlusconi” non sono funzionari di Bruxelles, ma altissima espressione di Berlino e Parigi. Forse addirittura potevano essere gli stessi Merkel e Sarkozy in persona.

Per questo noi domandiamo con vigore l’istituzione di una Commissione di inchiesta parlamentare sui fatti oscuri del secondo semestre 2011. La proposta di legge giace alla Camera. Va calendarizzata, non farebbe perdere tempo alla risoluzione di alcuna altra emergenza.

L’emergenza verità, il ripristino dell’onore di un Paese contro cui è stato tentato un golpe, respinto in prima battuta da chi avrebbe dovuto fare il boia (Obama), e poi riproposto e portato a compimento da altri, è inderogabile.

Se Renzi pensa sia un bluff, una barzelletta, ragione di più per dimostrare l’inconsistenza delle nostre certezze.

In realtà temiamo che il premier coltivi la virtù del silenzio. Non il suo, per carità. Ma quello di chiunque osi suonare una canzone di cui non possiede lo spartito. In tutti i campi e settori. Nel suo partito (vedi metodo Fassina-chi? Seguito da quello Cuperlo, Bindi ecc), e in casa d’altri. Mai rispondendo nel merito, ma sempre esercitandosi in battute da seminarista in gita.

Noi procediamo. La verità è necessaria per conoscere e quindi deliberare e consentire la ricerca della verità è un dovere morale da parte del governo e della maggioranza anche quando ritenga non sia utile alla propria bottega politica.

Noi la esigiamo perché sia consentito a fatti e testimonianze di parlare, confutando le leggende nere che hanno consentito e consentono tuttora la denigrazione permanente della memoria di Berlusconi e del suo governo, con la conseguente deformazione dell’immagine del suo leader, di Forza Italia e dei suoi alleati nella prospettiva di future elezioni.

È per questo che Renzi e i suoi non vogliono sentirne parlare?

E tantomeno scavare le carte, sentire testimonianza, salvaguardare l’onore vilipeso del popolo italiano, trattato come un cane morto, da spostare dal marciapiede perché rovina l’incedere dell’egemonia franco-tedesca?

Emergono particolari ulteriormente interessanti e degni di approfondimento. Ad esempio.

La tecnica usata per spingere il ministro del Tesoro Geithner e quindi Obama a dire sì alla defenestrazione  spiccia di Berlusconi, era basata su bugie spudorate a cui far seguire il ricatto.

La bugia: secondo la Germania, Berlusconi manda sistematicamente “affan…” gli accordi dopo aver incassato aiuti. In realtà mai sono stati disattesi regole e trattati da parte di Berlusconi (semmai fu Napolitano a non volere il decreto per lo sviluppo già predisposto), né il suo governo ha mai chiesto e dunque nemmeno avuto aiuti da Germania o Unione Europea.

Il ricatto: se tu, Berlusconi, non te ne vai, niente sostegno finanziario internazionale richiesto, e facciamo morire l’Italia (in realtà gli aiuti non furono mai chiesti, anzi Berlusconi rifiutò espressamente un prestito gigantesco perché il prezzo richiesto era il commissariamento della democrazia italiana tramite il Fondo monetario internazionale).

La Casa Bianca ha bevuto la bugia, ma ha rifiutato di partecipare allo “scheme” (complotto) per eliminare con un ricatto il premier democraticamente eletto di un Paese alleato.

Tutto questo ci fa dire: la verità sulla democrazia ferita è l’unica cosa interessante, tutto il resto è noia.

Niente da dire, Caro Renzi? Che battuta ti inventi, stavolta?