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Brunetta: Banche, “Su Mps governo deve dare risposte e pretendere giustizia”

 

“Il Monte dei Paschi di Siena, a leggere la stampa quotidiana, appare come un colosso afflosciato, che rischia di cadere trascinando con sé le altre banche. Lungi da me contrastare il tentativo di salvataggio in corso, solo rivoluzionari da strapazzo sono per il tanto peggio tanto meglio. Ma non sono cieco e neppure sordo. Una volta consolidato il sistema creditizio, bisognerà fare i conti. E per questo il governo ha il dovere di rispondere a domande che riguardano il portafoglio di tutti, e pretendere che si faccia giustizia”.

Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un editoriale pubblicato da “Il Giornale”.

“Mps è da decenni la banca comunista, e questo c`entra con il concentrato di nequizie e guai il cui conto paghiamo tutti. Questa appartenenza pratica al Pci-Pds-Ds-Pd non viene mai ricordata, come se fosse una banalità, dato che la tempesta della crisi colpisce tutti. Ma ci sono banche che stanno reggendo alla bufera e invece Mps, nonostante robuste iniezioni di denaro elargite nel tempo, è in condizioni pre-agoniche.

Due i fattori che hanno minato le fondamenta patrimoniali. Il primo è la golosità di potere dei capi dell`ex Pci. Il desiderio realizzato a prezzi esagerati di acquisire banche su banche per allargare il controllo sul territorio in funzione di affermazione politica. Il secondo fattore che va illuminato è la entità spaventosa, superiore ai 40 miliardi, dei crediti a vario titolo incagliati e sofferenti. A chi sono stati concessi, e perché? Nei giorni scorsi è stato il tema del litigio epico tra i due soli leader della lunga storia del Pci-Pds-Ds-Pd che siano stati segretario di partito e presidenti del Consiglio. Gli analisti di cose politiche si sono limitati a registrare la divaricazione feroce tra il Rottamatore e il Rottamato. Ma come capita quando litigano due coniugi il cui matrimonio è finito, e ciascuno pesca nel cesto casalingo della biancheria sporca storie di soldi e di tradimenti, salta fuori la verità non detta.

Lo scontro tra Matteo Renzi e Massimo D`Alema è assai rivelatore. Ha cominciato il premier che ha attaccato l`ex-premier accusandolo di aver svenduto Telecom nel lontano `99: ‘C`è stato qualche governo di sinistra che ha privatizzato la Telecom facendo un regalo ai capitani coraggiosi. Ogni riferimento al governo di Massimo D`Alema è puramente casuale’. Immediata la replica di D`Alema: ‘Renzi potrebbe parlarci delle fughe di notizie su Banca Etruria e dell`insider trading. Questo è un argomento che forse lui conosce meglio’. Che cosa sa di preciso Renzi? O parla a vanvera? E D`Alema?”.