“Apprezziamo la strategia adottata oggi dal consiglio direttivo della Bce, presieduto da Mario Draghi, per fronteggiare la crisi dell’eurozona. Vedremo mese dopo mese se l’intervento sarà efficace, le quantità bastevoli, le modalità coerenti.
Una sola riflessione. Se lo stesso sforzo di “acquisto massiccio di titoli” fosse cominciato strategicamente e strutturalmente già nell’estate-autunno del 2011, la storia di questa crisi sarebbe stata diversa, come dimostrano gli Stati Uniti, la cui banca centrale è intervenuta subito con gli strumenti adeguati (Qe), consentendo all’economia di tornare a crescere in tempi brevi.
Così come sarebbe stata diversa anche la storia recente del nostro paese: non ci sarebbero state le impennate parossistiche dello spread rispetto al Bund tedesco; non ci sarebbe stata la lettera del 5 agosto 2011 della Bce al governo italiano; non ci sarebbe stato quell’eccesso di manovre “sangue, sudore e lacrime” che dall’estate-autunno 2011 hanno causato l’avvitamento dell’economia italiana; non ci sarebbe stata la caduta di un governo democraticamente eletto, come era quello di Berlusconi; non ci sarebbero stati 3 anni di esecutivi non votati dal popolo; non ci sarebbe stata la sospensione della democrazia nel nostro paese.
Ora che la Banca centrale europea ha fatto la sua parte, speriamo nel supporto del governo italiano al programma presentato oggi, senza miopie e senza egoismi, ma attraverso le riforme, e valuteremo le reazioni dei mercati”.