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Brunetta: Berlusconi, “Nel 2011 complotto per farlo cadere, Quirinale protagonista”

 

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“Prima di quello che io chiamo complotto, nel 2011, avevamo un governo legittimato dal popolo e politicamente fortissimo, con grande consenso. In Italia avevano provato a buttar giù Berlusconi con due complotti: quello politico e quello giudiziario. In parole povere la scissione di Fini e dei suoi, e gli attacchi giudiziari nei confronti del presidente del Consiglio. Ma in questo modo non erano riusciti a buttarci giù, eravamo ancora al governo”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, presentando a Roma – insieme al direttore di TgCom24, Alessandro Banfi – il suo ultimo libro “Berlusconi deve cadere. Cronaca di un complotto”.

“A questo punto banche tedesche vendono titoli italiani e spagnoli. Il tutto fuori dal complotto italiano, era un’operazione di alleggerimento delle banche tedesche. I mercati prendono questo segnale come un via libera, come un ordine. Partì la speculazione. Comincia l’onda e l’onda funziona. Lo spread sale alle stelle, la Bce non sa cosa fare. E comincia il mantra: lo spread sale ed è colpa di Berlusconi, è colpa del suo governo. Da economista l’avevo detto subito: non era cambiato nulla, era solo una tempesta. Ma venne strumentalizzata per fini politici. Se a questa ondata speculativa il Paese avesse risposto compatto e coeso, non sarebbe successo niente. Invece, dal Quirinale in giù, tutti a dire che la colpa era del governo Berlusconi. Abbiamo fatto le manovre, ricordiamo tutti la famosa lettera della Bce. Era colpa nostra, dicevano. E quindi: sangue, sudore e lacrime”.

“Adesso sappiamo, dalle rivelazioni di Geithner, che due al officials, chiedevano all’amministrazione Obama, di fatto, la testa di Berlusconi. Friedman ci racconta che Monti veniva contattato mesi prima della tempesta dello spread, precisamente tra giugno e luglio 2011, dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per sondare la sua disponibilità a sostituire il presidente Berlusconi”.

“L’operazione era avviata. Berlusconi resisteva. Barroso era prono ai voleri della Merkel. Finchè arriva Cannes, G20: doveva essere ed è stato il de profundis del governo. Ci doveva essere l’attacco finale. Berlusconi sa per la prima volta a Cannes, glielo dice Zapatero, che il suo successore era già pronto, era Mario Monti. Berlusconi non accetta la troika, non accetta le condizioni della Lagarde e torna a Roma indebolito e con la sua maggioranza che perdeva pezzi”.

“Eppure prima di Cannes avevamo pronto un pacchetto sviluppo, un decreto per rilanciare il Paese. Napolitano si rifiutò di firmare il decreto, me lo disse personalmente al telefono. E Berlusconi andò a Cannes senza il provvedimento forte che l’Europa si aspettava dall’Italia. Berlusconi venne convinto a dimettersi, senza chiedere la fiducia alle Camera (come gli avevo consigliato io), e nacque lo sciagurato governo Monti”, conclude Brunetta.