“Da una parte innanzitutto ci arriva la conferma di quanto affermiamo da tempo: cioè che la bilancia della giustizia in Italia non è affatto certificata, ha sbilanciamenti così gravi da imporre il suo rinvio a giudizio. Insomma: merita di essere processata! Infatti, in Italia si è dato il caso di un processo capitale per il destino della democrazia di uno Stato sovrano il cui svolgimento è stato per lo meno sospetto, le accuse di ingiustizia sono considerate da un giudice sovrannazionale plausibili. L’altra notizia che ci fa ben sperare è la possibilità di un pieno ritorno del presidente Berlusconi alla vita politica”.
In definitiva l’intero scenario sta cambiando. È così? “Sì, i segnali sono tanti. Oltre a quello della Corte dei diritti dell’Uomo c’è lo sforzo positivo che con Altero Matteoli stiamo realizzando nello spirito di riunire le forze del centrodestra in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Ma c’è anche il dato di fatto politico e programmatico per il quale sul mercato del lavoro, sulla giustizia e su tante questioni Forza Italia è punto di riferimento costante in Parlamento”.
Ottimista? “Sì, soprattutto se ci viene restituita la leadership attiva di Berlusconi. Il suo ritorno pieno alla politica può significare per noi un balzo in avanti di 10 punti. Allora ci sarà un rimescolamento complessivo delle carte: il Pd potrà sognarsi di tornare al 40% e così anche Grillo al 23%”, conclude Brunetta.