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Brunetta: Conti pubblici, “Film orrore, occhio a pensioni, conti correnti, titoli Stato”

 

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Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:

“Senato bloccato sulle riforme istituzionali e situazione economica disastrosa. Nelle condizioni date non è facile sostenere il governo, ma nemmeno fare opposizione. Come nel ’68 si è costretti a ricorrere al vecchio slogan dell’immaginazione al potere. Pensare male per evitare di essere corresponsabili di scelte disastrose. E allora cerchiamo d’immaginare da quale pozzo saranno presi i soldi necessari per far fronte al disastro, che i dati che abbiamo indicato, lasciano intravvedere.

Ci sarà un forte taglio delle pensioni? Vecchi da rottamare, secondo la filosofia di vita della nouvelle vague piddina. Non tanto un difficile ricalcolo, ma un taglio secco che prescinda dall’entità dei contributi versati nel corso di una vita spesa nel duro lavoro. Tentare l’altra strada farebbe, infatti, emergere il grande scandalo nazionale delle pensioni baby: i pochi soldi percepiti, accompagnati tuttavia da un’erogazione pluriennale a fronte dell’inconsistenza dei contributi versati. Meglio, quindi, sparare nel mucchio, lasciando poi alla Corte costituzionale il compito di cassare, come già avvenuto, una norma che più contraria all’ordinamento giuridico esistente non si può.

Saranno comunque pochi soldi: del tutto insufficienti per colmare le voragini di bilancio. Ed allora non resta che aggredire i depositi ed i conti correnti. Non gli interessi già tassati al 26 per cento. Non c’è più sostanza. L’imponibile è talmente basso – interessi vicino allo zero – da non dare reddito. Torna, in altri termini, l’incubo del ’92: quella tassa, voluta da Giuliano Amato, che allora fu del 6 per mille sull’ammontare dei risparmi, che è passata alla storia come un grande crimine fiscale. Si dovrà poi aprire, inevitabilmente, il capitolo dei titoli di stato: finora graziati dall’ulteriore imposizione. Vi sarà una patrimoniale? Un allungamento delle relative scadenze, imposto per legge? Una riduzione d’imperio del valore facciale dei titoli posseduti? Il FMI lo sta dicendo da tempo che il debito italiano è sempre meno sostenibile.

E’ un film dell’orrore quello che stiamo presentando. Ma non è colpa nostra. Avremmo preferito ragionare più distesamente sulle prospettive, non escludendo l’ipotesi di riaprire il capitolo procedura d’infrazione. Ma dopo aver impostato quelle riforme che la Commissione europea da troppo tempo ci sollecita, e che non siamo stati capaci di realizzare. Matteo Renzi, come chiede la stampa più avvertita, dovrebbe ‘cambiare verso’ alla sua politica. Noi siamo qui: in fiduciosa attesa”.