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Brunetta: Conti pubblici, “Lo squilibrio è intorno a 20 mld, che farà il governo?”

 

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“Cerchiamo di capire come sta evolvendo la situazione dei conti pubblici italiani rispetto alle previsioni governative ed al quadro finanziario che dovrebbe guidare l’inizio dell’autunno.

Il primo dato da considerare è l’andamento delle entrate. Sono cresciute, secondo il Mef dell’1,4%. La Nota di aggiornamento al Def ipotizzava, invece, una crescita implicita del 3,1%. Ne deriva che, se nei prossimi mesi non interverrà una correzione mancano all’appello circa 8 miliardi. Nel tendenziale di finanza pubblica, vale a dire le proiezioni relative all’anno in corso, il Governo scontava una spending review pari a 4,5 miliardi, addirittura 17 nel 2015. Si faranno?

Sempre nel tendenziale sono scontate maggiori entrate, per oltre 10 miliardi, derivanti dalle privatizzazioni. Misure che dovrebbero ripetersi nel 2015 e nel 2016. Anche in questo caso non si registrano progressi. La collocazione in borsa di Finmeccanica è stata tutt’altro che positiva. Per Poste si profila un braccio di ferro dagli esisti incerti. Resta solo Eni, Enel e forse, Cassa depositi e prestiti. I mercati sono così recettivi, anche in vista degli stress test sulle banche che richiederanno, con ogni probabilità, aumenti patrimoniali più consistenti? Interrogativi molti. Risposte poche. Se si tirano le somme, le cifre da recuperare sono da capogiro, senza contare che molte misure assunte per decreto implicano clausole di salvaguardia che dovranno essere onorate.

Lo squilibrio è intorno ai 20 miliardi. Come vi si farà fronte? Rispetto a questa prospettiva vi sono due possibili soluzioni: far finta di nulla ed occuparsi di altro, come le riforme istituzionali (importanti, ma forse non altrettanto urgenti) oppure costruire quell’arca che ci può salvare dal possibile diluvio”.