“Non solo clausole di salvaguardia. Non solo Spending review. Non solo ‘esigenze indifferibili’. Ogni giorno si aggiunge una riga alla lista delle voci che portano alla manovra d’autunno.
Quando, a breve, avremo i dati relativi al saldo Ires e Irap versato dalle imprese a luglio 2014 con riferimento all’anno 2013, scopriremo che le entrate sono state pari a zero o negative, avendo i contribuenti già versato tutto il dovuto, molti anche di più, in sede di acconto l’anno scorso, quando quest’ultimo è stato aumentato fino a oltre il 100%.
Già a suo tempo avevamo denunciato il ‘raggiro’ implicito nell’aumento degli acconti: fu un modo per comprare tempo. E il tempo scade questo mese. La ratio di quella norma avrebbe potuto avere un fondamento solo nell’ipotesi in cui i proventi delle imprese per l’esercizio 2014 fossero stati superiori a quelli del 2013. Il che presupponeva un cambiamento congiunturale, e quindi una crescita del Pil che, come ben noto, non si è realizzata.
Riuscirà Matteo Renzi a far fronte anche a questo? Più il tempo passa più i numeri della manovra d’autunno crescono. Il ministro dell’Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, ha qualcosa da dire a riguardo? Gli italiani si aspettano chiarezza e sicurezze per pianificare consumi e investimenti, non promesse e incertezza. Se la manovra è necessaria, come ormai è evidente, il governo lo ammetta pubblicamente e dica quando e come intende realizzarla”.