“La sentenza del Tar su De Magistris ha un riflesso politico immediato: dimostra che il Senato ha agito contro Berlusconi tradendo disonestamente il diritto, rifiutando l’esistenza di un dubbio di legittimità costituzionale oggi ammesso da un Tribunale.
Com’è stato possibile, dinanzi a pareri di giuristi autorevoli, che sia il presidente della Repubblica Napolitano che quello del Senato Grasso siano stati silenti davanti a questo scempio oggi giuridicamente certificato?
Ormai il guasto è irrimediabile, ma una semplice dichiarazione di scuse, per cominciare, sarebbe gradita. A partire dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi.
Sul merito poi sono fiducioso su quanto deciderà la Corte: l’articolo 25 della Costituzione e l’articolo 7 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali sono dirimenti sulla non retroattività delle pene”.