“Promessa non mantenuta non solo nella sostanza, ma anche nella forma, quella del pagamento dei debiti della PA da parte di Matteo Renzi.
Sul sito del Ministero dell’Economia e delle finanze, nella sezione ‘Primo Piano’ → ‘Pagamento debiti della PA ai creditori’ → ‘Il progresso nei pagamenti ai creditori’ campeggia ancora la scritta: ‘I dati del monitoraggio sono stati pubblicati per la prima volta il 22 luglio 2013 e aggiornati mensilmente. Attualmente sono disponibili i dati al 21 luglio. Il prossimo aggiornamento è previsto per il 21 settembre 2014’. È il simbolo di un governo che non riesce neanche ad aggiornare un sito internet.
Se il presidente del Consiglio è davvero convinto di aver pagato tutti i debiti della Pa maturati fino al 31 dicembre 2012, che secondo le stime della Banca d’Italia ammontano a 90 miliardi di euro, di cui 22,8 pagati dai governi Monti e Letta alla data del 26 febbraio 2014, perché non pubblica i relativi dati? Fosse solo per una questione di orgoglio, per mettere a tacere le polemiche degli ultimi due giorni.
Senza l’aggiornamento del sito, sono i numeri del 21 luglio che contano. E a quella data Renzi aveva pagato solo 3,3 miliardi dei 68 promessi, pari al 4,85%. Del totale di 26,1 miliardi pagati al 21 luglio 2014, infatti, 22,8 miliardi, come abbiamo visto, si riferiscono alle somme liquidate dai governi precedenti.
Renzi ha solo pagato 700 milioni alla data del 28 marzo e ulteriori 2,6 miliardi alla data del 21 luglio. Per un totale, appunto, di 3,3 miliardi. Sarà riuscito il nostro eroe a pagare i rimanenti 63,9 miliardi (vale a dire quella parte dei 68 miliardi promessi meno i 3,3 liquidati tra marzo e luglio) in soli 2 mesi?
Questa è la risposta che le imprese si aspettano dal presidente del Consiglio e dal ministro dell’Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan. Quella di cui discutiamo è una cosa troppo seria e importante per scherzarci sopra. Siamo pronti a riconoscere i risultati del governo Renzi, se il presidente del Consiglio li documenterà con tempestività e chiarezza, ma non possiamo in alcun modo accettare l’ennesima presa in giro sulla pelle degli italiani”.