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Brunetta: DL Lavoro, “Fiducie a ripetizione, perchè Renzi non elimina anche Camera?”

 

ELEZIONI: NELLA TANA DEL ROTTAMATORE ORA C'E' CAUTELA E RIFLESSIONE

 

 

 

 

“Nuova, ennesima ‘fiducia’ del governo. Questa volta la vittima è il decreto legge che doveva cambiare il mercato del lavoro: un anticipo di quel Jobs Act, copiato solo nel titolo dall’esperienza americana, e subito riposto nel cassetto in attesa – giugno del prossimo anno – di tempi migliori.

 

Se questa è la velocità di Matteo Renzi, si misura a passi di tartaruga. Il decreto legge ‘prendere o lasciare’, per via della decisione assunta, è ben peggiore del suo testo originale. Quello elaborato dal buon Poletti, che sembra essere l’unico ministro di questo governo con la testa sulle spalle. Ne avevamo apprezzato i contenuti originari, al punto da rinunciare a batterci per emendamenti migliorativi, che pure erano possibili. Niente da fare. Il condizionamento della Cgil, con il supporto della sinistra sindacale del Pd, ne ha condizionato l’esito finale. Ed ora il governo, per imbrigliare la sua riottosa maggioranza, è costretto a porre la terza fiducia sullo stesso provvedimento, modificato nei contenuti, dopo la prima fiducia alla Camera il 23 aprile e la seconda, su un testo cambiato, il 7 maggio al Senato.

 

Ringrazieranno, forse, coloro che ritengono che sia la legge e non le libertà di mercato a creare occupazione. Le nostre previsioni sono l’esatto contrario. Avremo purtroppo maggiore disoccupazione e nuovi esodi. Quanti imprenditori saranno costretti a licenziare perché non in grado di sostenere questa nuova sorta di ‘imponibile di manodopera’? Possibile che l’esperienza del passato non abbia insegnato nulla? E sulle fiducie a ripetizione, perché Renzi, già che c’è, usando l’articolo 138 della Costituzione, dopo il Senato non elimina anche la Camera, così potrà fare tutti i decreti che vuole?”.