“Le chiavi del successo di Cameron sono state due: tagli alla spesa pubblica e corrispondente riduzione della pressione fiscale. Anche in questo caso, l’intuizione lungimirante di Silvio Berlusconi, che da ultimo nel programma elettorale del 2013 proponeva proprio questa ricetta per portare la nostra economia a crescere a un ritmo di almeno il 2%, stimolando così consumi e investimenti, quindi più gettito e più risorse per gli ammortizzatori sociali. Quindi più benessere. Riduzione della spesa pubblica corrente (pari a 800 miliardi) di 80 miliardi in 5 anni (16 miliardi all’anno) e riduzione di pari importo della pressione fiscale, portandola dall’attuale 45% al 40%, sempre in 5 anni”.
Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia a Montecitorio, in un editoriale pubblicato da “Il Giornale”.
“I 16 miliardi all’anno vengono dalla riduzione del servizio del debito (6-7 miliardi all’anno); dal recupero dell’evasione ed erosione fiscale (tax expenditures) (5-6 miliardi all’anno); dalla riduzione dei consumi intermedi delle pubbliche amministrazioni (-2%: 2-3 miliardi all’anno); dalla riduzione della spesa per i dipendenti pubblici(-1%: 1-2 miliardi all’anno); dall’implementazione dei costi standard in sanità (-1%: 1-2 miliardi all’anno). I 16 miliardi all’anno vanno alla riduzione della pressione fiscale: metà alle famiglie e metà alle imprese”.
“Così – prosegue il capogruppo azzurro – avremo tassi di sviluppo costanti sopra il 2% e capacità di creare occupazione in misura tale da colmare il nostro gap riportando il tasso di disoccupazione al suo livello frizionale (5-6%, cioè un milione, un milione e mezzo di disoccupati, come in Inghilterra). Con una creazione di almeno 3 milioni nuovi posti di lavoro in cinque anni. E con la riduzione della cassa integrazione al suo livello fisiologico, legato ai processi di ristrutturazione e riorganizzazione aziendale. Altro che Jobs Act!”.
“Tutto questo è, già dal 1994, riassunto nella nostra equazione del benessere: meno tasse, più consumi, più investimenti, più crescita, più lavoro, più gettito, più welfare, più benessere. Realizzare questa formula è il segreto della vittoria. Lo è stato per Cameron lo scorso giovedì, lo sarà per noi prestissimo. Rispetto a tutto questo Renzi non esiste; Renzi è un ometto piccolo piccolo”, conclude Brunetta.