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Brunetta: Governo, “Politica dei due forni non può andare avanti”

 

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Ieri al Senato Forza Italia ha salvato il governo… “Guardi, la faccenda è molto semplice. Silvio Berlusconi ha fatto una scelta istituzionale il 18 gennaio scorso, incontrando Renzi al Nazareno, e la sta portando avanti costi quel che costi, anche dal punto di vista del consenso. Su questo a Berlusconi bisogna solo dire ‘Chapeau!’. Non tutti nel partito sono d’accordo, ma si tratta di una grande scelta istituzionale e altruista, soprattutto considerando quello che ha dovuto sopportare”. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un’intervista a “Dagospia”.

“Berlusconi ha fatto un accordo e lo sta rispettando, nonostante le amarezze che ha dovuto sopportare dalla politica e dalle istituzioni. Basti pensare alla decadenza da senatore, alla costituzione del Senato come parte civile al processo di Napoli e all’affidamento ai servizi sociali”.

“Io non posso non apprezzare la valenza morale della coerenza e della responsabilità dimostrate anche ieri da Berlusconi. Ma dal punto di vista politico devo fare delle altre valutazioni. La cosiddetta politica dei due forni, o delle due maggioranze, non può andare avanti. Non si può fare per un motivo molto semplice, ma che finora nessuno ha ancora spiegato bene. In realtà non è assolutamente possibile distinguere tra le cosiddette riforme costituzionali e le altre riforme annunciate da Palazzo Chigi. La riforma del lavoro non è forse ‘istituzionale’? L’atteggiamento responsabile di Forza Italia su euro e fiscal compact non è forse ‘istituzionale’? E anche la riforma della Pubblica amministrazione è ‘istituzionale’”.

“Anche in passato, questa distinzione tra riforme istituzionali e riforme ‘normali’ non l’ho mai sentita veramente come un qualcosa di effettivo. Ma oggi di sicuro non vale più. Le riforme che intervengono sul perimetro dello Stato e sull’azione di governo sono una sola cosa. Non è possibile avere due maggioranze. Io questo lo dico dal primo giorno”, conclude Brunetta.