“Tito Boeri? Un presidente dell’Inps, che non solo studia da ministro, ma cerca di esercitarne le funzioni. Imbarazzo crescente di Giuliano Poletti e di Matteo Renzi, con tutto il suo staff di palazzo Chigi.
Ma il diluvio di interviste, annunci, esternazioni del neo-presidente dell’Istituto sembra inarrestabile. Neppure il Parlamento italiano è riuscito ad esercitare la sua moral suasion, nel ricordargli il confine che dovrebbe limitare quello straripamento. La risposta è stata: non solo faccio quel che mi pare, ma entro giugno avanzerò una proposta complessiva di riforma del sistema pensionistico. Toglierò ai ricchi pensionati – quelli che hanno una rendita superiore ai 2.000 euro lordi al mese – per dare ai poveri. Gli over 55: i lavoratori anziani che hanno perso il lavoro e sono in condizioni di povertà.
Nobile proponimento: il soccorso a favore di chi è rimasto indietro. Il vecchio leitmotif di Silvio Berlusconi. Ma a condizione che si trovino i soldi necessari a carico del bilancio dello Stato. Come più volte ha affermato la Corte Costituzionale. Troppo semplice è, infatti, fare il generoso con la tasca degli altri.
Se, invece, Boeri vuole avere un ruolo politico, allora si candidi alle prossime elezioni. O chieda al presidente del Consiglio di essere cooptato, come ministro, in un prossimo rimpasto.
Nel frattempo tuttavia cessi di terrorizzare la gente comune. Che già ha tante gatte da pelare. E non ha certo bisogno di essere messa continuamente a ballare su una corda tesa. Lo abbiamo già detto: questo modo di operare non fa bene all’economia nel suo complesso. Ma, soprattutto, non è giusto criminalizzare tanta povera gente che non ha colpa alcuna se il governo non riesce a fare spending review o procedere in dismissioni più volte annunciate, ma mai realizzate. Argomenti ultronei? Tutt’altro.
E’ evidente, infatti, che utilizzare, come un salvadanaio, il reddito dei pensionati rappresenta l’alternativa alla fatica del governo quotidiano. Quella lotta agli sprechi, che non si riesce a fare. Perché cemento del blocco elettorale, che sorregge questa maggioranza. Di cui Boeri è mentore, tutt’altro che discreto”.