Socialize

Brunetta: “Juncker prono alla Germania, da Berlusconi posizione lungimirante”

 

juncker

 

Le dichiarazioni di Juncker sono esse sì incresciose, e purtroppo figlie di un triste calcolo elettorale: la paura cioè di perdere i voti della Merkel.

Altro che scusarsi con tedeschi ed ebrei. Berlusconi non ha affatto scherzato sull’Olocausto, né accusato a vanvera un popolo che stimiamo e amiamo, ma ha dato voce a un timore serio e realistico dell’opinione pubblica non solo italiana. Oggi i leader tedeschi, al di là delle dichiarazioni di facciata, tendono per la loro personale ambizione, a rimuovere la memoria di quel che  le pulsioni nazionalistiche ed egemoniche della Germania hanno storicamente sempre causato in Europa: e cioè invasioni, guerre e lutti.

L’Unione Europea e la sua unità monetaria erano state volute nei primi anni ‘90 a Maastricht proprio per evitare che l’unità delle due Germanie facesse rinascere a Berlino ambizioni da superpotenza europea, usando il marco come arma di dominio. Negli ultimi anni la saggezza del grande Kohl, che sull’esempio di Adenauer aveva fatto sue queste preoccupazioni, è stata devastata dalle mire egemoniche della Merkel e di Schulz. E che l’Europa sia dominata oltre che dalla cancelliera anche da un altro supertedesco (come Schulz) pare davvero troppo.

Ora che anche Juncker si dimostra succubo di questa nouvelle vague prona alla Grande Germania, che ha impoverito il sud dell’Europa e ingrassato i conti delle banche tedesche, la posizione di Berlusconi appare più che mai lungimirante e realistica.