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Brunetta: Napolitano, “Da 2011 ha sospeso democrazia, con lui ha perso il Paese”

 

Napolitano

“Napolitano è il Grandissimo Vecchio che ha esercitato il suo potere con spietata e disastrosa eleganza bolscevica. Ha sospeso la democrazia dal 2011, accettando i diktat tedeschi per il gusto di eliminare Berlusconi, visto come suo opposto antropologico, esistenziale, morale, geografico”. Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in un intervento pubblicato da “Il Tempo”.

“Uno potrebbe dirmi: almeno il giorno dell’addio, un po’ di onore delle armi lo merita questo signore di quasi novant’anni. Non gli farò il torto di trattarlo da rottame. Credo che da senatore a vita sia pronto a lottare contro di noi fino ai cent’anni e oltre. Confido si sia già prenotato per il discorso celebrativo del centenario della rivoluzione d’ottobre (2017)”.

“Era un Vecchio anche da giovane. Una saggezza che gli ha garantito una carriera all’ombra, senza pericolo di scottature. Si prestò a teorizzare l’intervento sovietico a Budapest perché così voleva Togliatti. Votò la radiazione dell’amico Massimo Caprara e degli altri del manifesto, perché così esigeva il partito. Chiese scusa circa cinquanta anni dopo. Nel frattempo il Pci trasformandosi in Pds-Ds-Pd ha assistito al suo adeguamento progressivo pur rimanendo uguale. In fondo è la prova vivente che il Pd muta le forme esterne e lo stile, che oggi ‘Il Corriere della Sera’ definisce con ammirazione british. In realtà la straordinaria coerenza di Napolitano è stato di puntare all’idea di politica come strumento per l’occupazione del potere da parte degli interpreti autentici dello Spirito della Storia: i comunisti, disposti anche a cambiare nome, ma non l’idea di se stessi come salvatori”.

“Questo lo ha condotto a una pratica di Capo dello Stato come artista della ‘moral scission’. Chi doveva essere il garante dell’unità della nazione si è dilettato a spaccare, per via di ‘proposte che non si possono rifiutare’, la coalizione che poteva impedire al Pci-Pd di essere l’unico partito nel novero della dignità democratica (Fini, Tremonti…). È stato uno scioglitore di qualsiasi sodalizio gli sembrasse ostacolare la sua persona e il Pd lungo la strada del dominio sull’Italia, costi quel che costi. Peccato che il costo sia stata la democrazia”, conclude Brunetta.