“Va bene che l’amico Pier Carlo Padoan è un economista, e poco mastica di Costituzione, ma ripetere in maniera pedissequa la frase di Renzi è gravissimo. Il suo presidente del Consiglio dice che l’uso della decretazione d’urgenza dipende dall’ostruzionismo delle opposizioni e il ministro dell’Economia e delle finanze, invece di dissociarsi, rincara: la riforma della Rai avverrà tramite decreto ‘se ci sarà ostruzionismo parlamentare’, aggiungendo che ‘ci sono tanti decreti perché ci sono tanti meccanismi di ostruzionismo parlamentare’.
Da un ministro della Repubblica ci si aspetterebbe maggior equilibrio, un’attenta lettura dell’articolo 77 della Costituzione e magari, visto che Renzi non ne è capace per limiti caratteriali, una rettifica e una marcia indietro. Semplicemente: Padoan si scusi con il Parlamento e con le istituzioni del nostro Paese.
Ma un altro interrogativo sorge spontaneo. Considerando le dichiarazioni di Renzi e Padoan di questi ultimi giorni sulla decretazione (27 i provvedimenti interessati da questa fattispecie di strumento normativo dell’esecutivo) fatta contro le opposizioni e non per una reale ed oggettiva necessità e urgenza, ci chiediamo se il presidente emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano, e il presidente del Senato, supplente durante la vacatio al Quirinale, Pietro Grasso, fossero a conoscenza della reale ragione che ha spinto il governo ad approvare i decreti legge.
Napolitano e Grasso (che ha firmato il decreto sulle banche popolari) sapevano che la decretazione d’urgenza era fatta contro le opposizioni e non per una reale necessità?
Se ne erano consapevoli, vista l’auto denuncia di Renzi, si tratterebbe di un comportamento drammaticamente grave. Aspettiamo chiarimenti”.