Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:
“Aspettiamo il ministro Padoan alla prova del Documento di economia e finanza del 27 settembre. Oggi ci dice che le stime del governo in quella sede saranno migliori di quelle di Confindustria, che prevede per il 2016 un Pil a +0,7%.
Evidentemente il ministro, per assecondare la volontà del suo presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha intenzione di inserire anche quest’anno dati gonfiati. È sotto gli occhi di tutti, dopo le stime dei principali istituti di previsione nazionali e internazionali, ma soprattutto alla luce dei dati Istat, che l’economia italiana quest’anno non crescerà oltre lo 0,7%. Perché ostinarsi a negare l’evidenza?
I conti, caro ministro, te li facciamo noi. La crescita reale a fine anno sarà pari, ben che vada, a +0,7%, vale a dire mezzo punto percentuale in meno rispetto alle previsioni del governo (+1,2%), e l’inflazione pari a zero, invece del +1% stimato dall’esecutivo ad aprile. Ne deriverà una crescita nominale (data da crescita reale più inflazione) dello 0,7%, pari a meno di un terzo degli auspici di Renzi e Padoan (2,2%).
Questo significa che bisognerà ricalcolare il rapporto deficit/Pil e debito/Pil del 2016, e che, per rispettare gli impegni presi con Bruxelles, a ottobre servirà una manovra correttiva di circa 30 miliardi di euro. Senza considerare le promesse che Renzi va facendo in giro per l’Italia per comprarsi il voto per il referendum sulla riforma Costituzionale. Unico risultato del governo da quando si è insediato: portare a livelli record il debito pubblico, che a luglio 2016 ha toccato quota 2.252 miliardi: 145 miliardi in più rispetto a febbraio 2014. Questi sono Renzi e Padoan. Gli italiani lo hanno capito”.