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Brunetta: Riforme, “Basta spot, serve rivisitazione radicale di quanto proposto dal governo”

 

 

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“Basta con gli spot elettorali, basta con gli annunci, basta con i salti nel buio. La proposta di riforma del Senato avanzata dal governo fa acqua da tutte le parti.

Innanzitutto, quello dell’esecutivo non è un ‘disegno’. Esso ruota intorno ad alcuni capisaldi (riforma province, legge elettorale, riforma del regionalismo e del Senato) inidonei a costituire una strategia d’insieme, ma la cui individuazione sembra più che altro il frutto di una logica di conquista demagogica del consenso.

In secondo luogo l’intera strategia di riforma ignora completamente il tema del rafforzamento della legittimazione politico-elettorale del governo e del suo vertice. Non solo non si menziona minimamente alcuno dei contenuti che hanno caratterizzato il dibattito sulle ipotesi di premierato forte e di presidenzialismo dell’ultimo venticinquennio, ma addirittura non si addiviene nemmeno a quelle riformette che, seppure in modo insufficiente, si propongono di arginare gli inconvenienti dovuti alla fragilità dei governi di coalizione scarsamente legittimati dal popolo.

Terzo punto: se un qualche filo conduttore si vuole trovare in tutte questi progetti, l’unico possibile è quello di una sorta di ‘sindaco-centrismo’ evidentemente frutto del background degli ispiratori (Renzi e Delrio), ma che non può che apparire del tutto inadeguato.

Senza una rivisitazione radicale della logica della riforma e senza l’introduzione di un elemento unificatore che consenta alla sovranità popolare di esprimersi nella sua interezza e non attraverso la sommatoria di segmenti locali quale ad esempio l’elezione popolare diretta del presidente della Repubblica, l’insieme delle misure oggi in discussione alimenta giustamente più d’un dubbio sul piano della legittimità costituzionale e si dimostra pericoloso su quello dell’opportunità politica”.