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Brunetta: Riforme, “Manifesto 184? Pochi costituzionalisti, numero non fa forza, serve competenza”

 

“Sarà anche odioso, ma visto che si tratta di ‘professori’, i colleghi non si offenderanno se applicherò qualche criterio analitico per sgrossare il numerone dei luminari del sì e le loro argomentazioni frutto di cotanto temporale di cervelloni”.

Così Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, in una lettera all’Huffington Post.

“Il manifesto dei ‘cento (+84) costituzionalisti’ a favore del ‘sì’ alla riforma costituzionale del governo Renzi va letto con cura, sia nei nomi che nei contenuti. Quanto ai titoli: gli ordinari di diritto costituzionale, contando anche quelli di diritto pubblico, superano di poco la quarantina. Ancora: non c’è alcun presidente emerito della Corte costituzionale. Mentre, chissà perché, se ne contano sette tra i firmatari dell’appello di costituzionalisti per il ‘no’. Si noti, sarà anche orribile classismo, o più probabilmente meritocrazia, ma quest’ultimo si è voluto fosse sottoscritto soltanto da professori ordinari”.

“Inoltre. Il criterio dell’assemblaggio sembra obbedire alla deontologia dei cuochi da taverna: tutto fa brodo. Così molti dei ‘cento (+84, ma anche di più, lievitano ogni minuto…) costituzionalisti’ schierati a favore del ‘sì’ sono invece professori ordinari di altre materie (si spazia dalla storia del diritto alla sociologia), tanti altri sono solo semplici ricercatori. Sorprende poi vedere nomi che sul piano scientifico hanno sempre sostenuto il contrario di quanto invece afferma la riforma. Un caso piuttosto clamoroso è quello di un economista che si è sempre schierato contro il centralismo e ora diventa improvvisamente sostenitore di una riforma che della negazione del federalismo fa la sua principale bandiera”.

“Che cosa non si fa pur di avere un numerone sulla prima pagina dei giornali e dei Tg. Ma forse sarebbe stato più leale che il compito di orientare l’opinione pubblica sulla riforma della Costituzione si fosse affidato prudentemente ai soli specialisti del diritto costituzionale, come è avvenuto nel manifesto per il ‘no’. Mi scusino i colleghi, che di certo sono cultori enciclopedici delle scienze universali in compendio, ma nel campo dell’accademia non è che il numero fa la forza, bensì la competenza. O c’è qualcuno nel novero dei 184 che magari è ordinario di propaganda farlocca che vuole smentirmi?”, sottolinea Brunetta.