“Continua la corsa al rialzo dello spread, questa mattina a 177 punti
base. Ma Renzi non provi a travisare la realtà: il referendum non
c’entra, i mercati stanno scontando il fallimento della sua politica
economica. Il debito pubblico è aumentato con il suo governo fino a
2.225 miliardi, lievitato di 127 miliardi da quando Renzi è al potere,
la crescita continua ad essere troppo lenta, il paese è nel mezzo di
una crisi bancaria senza precedenti e il deficit è a livelli
pericolosamente vicini al 3% (per il 2016 era previsto a -0,9% nel Def
2014, invece finirà per chiudere, se va bene, a -2,3%, con un
delta negativo di 1,4 punti di Pil).
Gli effetti del cattivo operato del governo italiano da febbraio 2014
a oggi cominciano, quindi, a farsi sentire, così come le baruffe di
Renzi con l’Europa, gli impegni non mantenuti sui conti pubblici, le
mezze riforme o le riforme sbagliate, come quella della Pubblica
amministrazione e il Jobs act, che ha creato una bolla nel mercato del
lavoro, la finta Buona scuola, la pessima riforma della Costituzione.
E la già fallita, prima ancora di essere applicata, Legge elettorale.
Ancora, pesano le promesse non mantenute del premier, i suoi imbrogli,
il suo azzardo morale, la sua non credibilità a livello tanto
nazionale quanto internazionale, le sue mance e mancette distribuite
negli anni per comprarsi il consenso. Il tutto ha creato instabilità
in Italia e il referendum del 4 dicembre è l’occasione giusta per
riportare l’equilibrio mandando a casa Renzi”.