“Brutta giornata per Matteo Renzi. Dopo la mazzata dell’Istat sulla disoccupazione record in Italia, arriva la mazzata della Commissione europea: ‘rinvio a giudizio’ per i conti pubblici.
Dalle prime indiscrezioni relative alle valutazioni dell’Europa sulla Legge di stabilità di Matteo Renzi si possono trarre 2 conclusioni.
1) La politica economica del governo italiano ha prodotto diffidenza da parte degli osservatori internazionali e incertezza nel paese, che non potranno che tradursi in un giudizio di diffidenza da parte dei mercati. Si fanno sempre più insistenti le voci di tempesta finanziaria in arrivo sul debito sovrano del nostro paese.
2) L’Italia che, anche in virtù del semestre di presidenza dell’Ue, avrebbe dovuto assumere un ruolo traente, dinamico e di leadership, in realtà è stata messa sotto osservazione da parte della Commissione europea, sotto tutela e sottoposta a feroci critiche. In 3 parole: dietro la lavagna.
Altro che promossi. Matteo Renzi, che voleva garantire la certezza della crescita in Italia, in realtà sta producendo solo recessione e deflazione, nella totale incertezza del futuro.
Il ‘rinvio a giudizio’ da parte dell’Europa, conseguenza della politica economica sbagliata del governo, pone il nostro paese in una condizione di subalternità, ci toglie autonomia, ci toglie libertà: restringe la nostra sovranità nazionale. Bel risultato”.