Conti pubblici: Brunetta, Padoan spieghi come stanno le cose a Parlamento e a italiani
Dichiarazione dell’onorevole Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia:
“A che punto è la lettera di risposta alle osservazioni inviate dalla Commissione Europea sulla Legge di Bilancio che il Ministero dell’Economia è obbligato ad inviare a Bruxelles entro domani 31 ottobre? E quali sono i reali rapporti tra il Tesoro e i responsabili economici della Commissione? Il ministro Pier Carlo Padoan, dopo la pubblicazione della notizia da parte della stampa, ha tentato subito di sdrammatizzare, facendo credere che la lettera fosse soltanto un atto dovuto da parte dei commissari europei.
Leggendo nel dettaglio la lettera, invece, si può benissimo vedere che non è affatto così. I toni usati dal vice-presidente della Commissione Valdis Dombrovskis e dal commissario agli affari economici Pierre Moscovici sono, infatti, ben più duri di quanto le dichiarazioni del Tesoro vogliono far credere. Dalla missiva emerge, infatti, un quadro preoccupante circa lo stato reale dei conti pubblici italiani. L’Italia ha, secondo il testo della missiva, mancato il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica concordati con la Commissione.
Innanzitutto, l’aggiustamento strutturale previsto dalla Manovra 2018 è stato giudicato insufficiente, dal momento che la Commissione ravvisa “il rischio di una deviazione significativa” dalle richieste europee “sia nel 2017 che nel 2018”. La Commissione scrive esplicitamente che “lo sforzo strutturale è sotto quello richiesto di almeno 0,6 punti percentuali del PIL, secondo la matrice degli aggiustamenti approvati comunemente con il Patto di Stabilità e Crescita.” Non solo. Si legge anche che “il tasso nominale di crescita pianificato della spesa pubblica primaria netta eccede la riduzione raccomandata di almeno 0,2 punti percentuali”. Una frase che spazza via qualsiasi dubbio circa il fallimento delle politiche di spending review del governo Gentiloni.
Infine, la Commissione, che non fa alcun riferimento all’esistenza di uno “sconto sul deficit” che il ministro Padoan ha sempre assicurato essere già cosa fatta, chiede al Tesoro di mostrare le carte su tutte le spese per migranti e terremoto per le quali ha concesso all’Italia, negli anni scorsi, la possibilità di fare maggior deficit. Anche noi vorremmo avere evidenza di come questi soldi sono stati spesi, nella speranza che non siano stati usati per altri scopi.
In conclusione, la Commissione ci dice che gli sforzi del Governo Gentiloni non sono stati affatto sufficienti per assicurare l’equilibrio dei conti pubblici e, di riflesso, che altri interventi correttivi saranno necessari in futuro per ridurre le deviazioni registrate. Sarebbe quindi auspicabile che il ministro Padoan dicesse finalmente la verità sullo stato delle finanze italiane, tanto alla Commissione quanto al Parlamento e agli italiani”.