“E’ il Def della resa. Di chi rinuncia ad ogni tentativo di aggredire i nodi di fondo dell’economia e della società italiana, approfittando dei favorevoli venti della congiuntura internazionale. Scelta rischiosa ed includente”. Lo scrive ‘Il Mattinale’ (www.ilmattinale.it), la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“Di una cosa dobbiamo dare atto al Governo. Di essere pienamente consapevole delle scarse ambizioni della manovra preannunciata. Quello 0,7 per cento di crescita del Pil che, con fare sornione, si fa balenare facilmente superabile, rischia di essere una nuova illusione. La conseguenza di tutto ciò è l’ulteriore perdita di posizione dell’Italia sia nei confronti dell’Europa, visto che l’Eurozona crescerà, in media, ad un ritmo pari al doppio. Sia nei confronti del resto del Mondo, che in questi sette lunghi anni di crisi ha relegato l’Italia nelle ultime posizioni. Se non si inverte questa tendenza, il prossimo passo sarà la sua uscita dal gruppo dei G7”.
“Quindi difficoltà accresciute per un Paese che ha il terzo debito pubblico più elevato dell’intero Pianeta. Le cui prospettive di sviluppo non sono in grado di renderlo sostenibile, nemmeno nel medio periodo. Ed allora c’è solo da sperare che la crisi greca si ricomponga. Perché, se così non fosse, il contagio sarà pressoché inevitabile. C’è consapevolezza nelle fila del Governo? Sembrerebbe di no: almeno a giudicare, non solo e non tanto, dal contenuto del Def. Quanto dall’assenza di ogni dibattito in merito alle reali prospettive dell’economia italiana”.
“Dov’è il vero limite di questa politica? Pensare che uno Stato, da tempo a corto di quattrini, possa sostituirsi ai meccanismi propulsivi dell’economia. I cui automatismi sono gli unici in grado di creare reddito, quindi maggiori entrate per la stessa finanza pubblica. Certo rimetterli in moto, dopo il massacro fiscale di questi ultimi anni, non è cosa facile. Tanto più che i famosi tagli della spending review sono rimasti lettera morta. Evocati solo quando si è ormai con l’acqua alla gola ed il rispetto delle cosiddette “clausole di salvaguardia” – aumento dell’Iva e delle accise – rischiano di determinare un nuovo bagno di sangue. Ma così si passa solo da un’emergenza all’altra. Senza alcuna visione, alcuna strategia. Ed allora restano in campo solo le promesse. Promesse da marinaio”, conclude ‘Il Mattinale’.