“Riforme necessarie e impossibili. Renzi è chiamato non solo a dire ma a fare le riforme. Ma non ne ha la forza. Esempio: Jobs act. Dovrebbe liberalizzare il mercato del lavoro in entrata e in uscita. Il veto della Cgil e delle componenti comuniste del Pd bloccheranno tutto. Risultato: impossibile. Riforma fiscale. Lo statalismo, il bisogno di nutrire il mostro dello Stato inibisce misure shock. Giustizia. La reazione dei magistrati è capace di uccidere persino il topolino che la montagna aveva partorito. Pubblica amministrazione: non farà nulla, paura di irritare il blocco sociale tradizionale della sinistra. A questo punto siamo condannati alla troika. Non servono le misure eccezionali di Draghi e neanche i 300 miliardi di Juncker. La Germania ha buon gioco a schiacciarci. Detto questo: siamo felici se ci sbagliamo. Le soluzioni noi gliele abbiamo offerte su un piatto di porcellana (quello d’argento evoca la testa di Giovanni Battista, e non vogliamo la testa di Matteo). Le usi. E vada avanti pure con questa maggioranza”. Lo scrive, nelle sue parole chiave, ‘Il Mattinale’, la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“Se Renzi non ce la fa. E’ bene che Renzi tiri le somme e prenda atto della situazione, e ce ne si accorga anche al Quirinale. Se le riforme sono bloccate per le contraddizioni e le guerre intestine nella maggioranza, esistono due sole altre possibilità. O un governo di salvezza nazionale, di salute pubblica, di larga responsabilità – i nomi si trovano – che applichi le riforme vere, non perché le chiede l’Europa, ma in quanto sono riforme salvavita. Ecco un bel nome potrebbe essere “governo salva Italia”. Oppure, molto semplice: elezioni. E le vince il centrodestra”, conclude ‘Il Mattinale’