“Questa tecnica dell’avvertimento, applicata con tempismo stupefacente da Renzi, dimostra su che cosa si regga la sua politica, l’orizzonte finale della sua azione: il potere per il potere. Nessuno scrupolo. I Patti e le leggi non sono in vista dell’interesse nazionale, ma puri strumenti di consolidamento del dominio”. Lo scrive “Il Mattinale” (www.ilmattinale.it), la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“Chi resiste, chi non accetta la regola fiorentina della sottomissione, sappia che ne pagherà le conseguenze. Soldi e nuovi strumenti offerti alla magistratura politicizzata per addentare chi non aggrada alla casta in toga”.
“Interessante e autolesionista. Rivela una debolezza intellettuale imprevedibile. Perché certe cose sarebbe utile, insegna Caterina de’ Medici, metterle in atto meno scopertamente. Altrimenti alla fine il popolo si accorge “di che lacrime grondi e di che sangue” questa ascesa di Renzi. E ribellarsi. Non conta qui il fatto che l’avvertimento si rivolga alla singola persona di Silvio Berlusconi, di cui ai milioni di italiani che hanno un sacco di grane per conto loro, potrebbe non importare. Ma la costatazione che le leggi che dovrebbero essere dirette al bene di tutti, invece si vorrebbe piegarle all’interesse privato del premier”.
“Vuoi per consentirgli di ottenere in concessione il governo e l’occupazione di tutte le cariche per un numero infinito di anni (Italicum 2.0 e riforma costituzionale senza contrappesi, vedi il rifiuto del presidenzialismo), e se qualcuno dice di no, agitare il potere legislativo ed esecutivo come milizie del Principe per colpire l’avversario”.
“Qui basti dire che quella sulle frequenze televisive era stata annunciata e tenuta in ripostiglio dall’agosto scorso. L’aveva reclamata a gran voce De Benedetti. Costringerebbe Rai e Mediaset a pagare una cinquantina di milioni di euro. Sono aziende italiane. Renzi ha salvato dalle tasse Google, gigante mondiale, e pur di lanciare avvertimenti mostra i denti con aziende italiane, che fanno già fatica a reggere il mercato e a mantenere l’occupazione con il calo degli introiti pubblicitari. Che equanimità, che intelligenza da statista, non è vero?”.
“Quanto alla legge sulla corruzione. Basti dire che ha riscosso il plauso del sindacato dei magistrati. Magari ha limato un po’ di ferie alle toghe, Renzi. Ma le premia con ben altra utilità: toglie qualsiasi limite di decenza al loro strapotere, offre la licenza non di combattere la corruzione (questo possono e devono farlo!), ma di procedere d’ufficio contro persone e aziende usando pretesti formali. Se avessimo un’altra magistratura e un’altra storia alle spalle non ci preoccuperemmo, ma questi vent’anni ci hanno insegnato molte cose”, sottolinea “Il Mattinale”.