“In Italia oggi sta accadendo che: chi conduce il ballo delle riforme, Matteo Renzi, non è stato eletto dal popolo, e perciò sta esercitando un potere slegato obiettivamente dalla sovranità popolare. E questo non è uno sbrego democratico da poco”; Lo scrive ‘Il Mattinale’ ( www.ilmattinale.it ), la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.
“Chi dà legittimità democratica a Renzi – prosegue – è il suo principale interlocutore in questo processo riformatore, cioè Silvio Berlusconi, che da vent’anni è leader confermato dal popolo con 167 milioni di voti. Berlusconi, riconoscendolo, presta a Renzi la propria legittimità di leader indiscusso dell’opposizione”.
“Ora si sta per consumare un fatto che, esercitato in nome della giustizia, potrebbe infliggere una ferita mortale alla legittimità del cammino di riforme. Un collegio di giudici del Tribunale di Milano si appresta a decidere, il 10 aprile, che tipo di pena dovrà scontare Silvio Berlusconi. Potrebbe essere estromesso di fatto non solo dai pubblici uffici ma dalla vita politica. Ma Berlusconi non è solo Berlusconi: Berlusconi è il suo popolo”.
“Sia la politica sia i mass media trattano la questione che si deciderà il 10 aprile quasi fosse una faccenda privata di Silvio Berlusconi. Non è così. È una questione politica che riguarda l’essenza e la pratica della nostra democrazia. Dalla decisione del 10 aprile dipende non solo l’efficacia delle riforme in cantiere, ma la loro stessa legittimità”.
“Sarebbe interesse di un presidente del Consiglio, che punti ad essere non una meteora fosforescente e acrobatica ma uno statista che ama l’Italia, porsi il problema in termini seri e gravi. E così il Capo dello Stato”, conclude ‘Il Mattinale’.